mercoledì 13 luglio 2011

Un Testo Elementare sul Bust Senza Fine

Orami le notizie dei vari casini che attanagliano le economie del mondo sono all'ordine del giorno, la farsa della "ripresa" è un lontano ricordo e come capro espiatorio preferito si sono designati gli "speculatori cattivi". Ovviamente, i politici sono "innocenti". Gli Stati Uniti hanno da poco "calciato il barattolo" alzando (prevedibilmente) il tetto del debito, il tutto mentre siedono comodamente su una polveriera. La Cina è sull'orlo di far esplodere la più grande bolla immobiliare mai vista. E l'Eropa è alle prese con i salvataggi dei PIIGS. La BCE ha denaro nel suo bilancio per affrontare questo aspetto. La domanda ovviamente è se la BCE salverà i PIIGS con belle sfogliate di cartaccia, stampate una volta che il denaro che possiede a bilancio finisce. Il denaro disponibile finora è 1,9€ trilioni. Dato che l'Italia è sull'orlo della crisi e da sola vanta un debito di 2€ trilioni, senza la stampa di denaro la BCE non sarà in grado di salvare i PIIGS. Quello che si sta chiedendo oggi è maggiore regolamentazione dei mercati "senza freno", ovvero, si sta obliterando il biglietto per una pianificazione centrale su larga scala; e le persone stanno dando il loro assenso.
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di Robert P. Murphy (I)


Con la lugubre notizia sul lavoro di venerdì — che mostra un irrisorio incremento di 54,000 tra gli stipendiati nel settore non agricolo a maggio — sempre più analisti stanno comprendendo che la cosiddetta "ripresa" economica è in stallo. Come Jeffrey Tucker ha recentemente sottolineato in un importante articolo, gli Austriaci comprendono che la recessione non se n'é mai andata. Si é trattato di fumo e specchi negli ultimi due anni.

Come evidenzia l'ultimo video di John Papola e Russ Roberts, il classico confronto è ancora tra Austriaci e Keynesiani. Questi punti di vista contrastanti sono ancora la scelta principale quando la persona media prova a capire perché l'economia pare rotta, e quando i dirigenti provano a sistemare le cose.



Perché la Depressione Prolungata?

Ho notato di recente che c'è una certa confusione nelle discussioni pubbliche sulla posizione Austriaca per quanto riguarda le recessioni, anche da parte di osservatori simpatizzanti. Quindi lasciatemi chiarire come la maggior parte degli Austriaci — sicuramente coloro che seguono una visione Rothbardiana — interpreterebbe cosa è accaduto negli ultimi anni.

Prima cosa, le politiche di "denaro facile" della Federal Reserve dopo il crash tecnologico, combinate con altre politiche del governo, hanno alimentato la bolla immobiliare (si veda qui e qui). Molti economisti (non solo Austriaci) sono ora giunti a questa spiegazione, ma gli Austriaci lo andavano dicendo prima che divenisse chic. In aggiunta ai famosi chiarimenti di Peter Schiff, Mark Thornton del Mises Institute ha scritto sull'argomento cose che anticipavano il futuro sin dal 2004.

Ora, secondo lo standard della teoria Austriaca del ciclo economico, la domanda non è: "Come usciamo dalla recessione?" Piuttosto la domanda è: "Come evitiamo il boom?" Secondo la teoria di Mises-Hayek, il precedente boom rende il bust correttivo inevitabile. Lo scopo non é di mantenere il boom, ma di evitarlo in primo luogo, rendendo il bust non necessario.

Pertanto, dato che c'è stata una enorme bolla immobiliare per anni, nel 2007 era inevitabile che l'economia degli Stati Uniti avesse in serbo un enorme bust. Ecco perché nell'ottobre 2007 (basandomi su una previsione fatta ad un cliente di banca nel luglio del 2007) scrissi un articolo chiamato: "The Worst Recession in 25 Years?" Come tutti possono vedere leggendo il pezzo, non mi stavo solo basando sull'istinto; fu un esercizio quantitativo di osservazione di quello che la teoria Austriaca del ciclo economico ritiene responsabile delle recessioni.[1]

Tuttavia anche se gli Austriaci pensavano che una recessione fosse inevitabile, la lunghezza della recessione e la forza della conseguente ripresa potevano essere influenzati dalle strategie adottate. Ecco perché Tom Woods ed io abbiamo speso così tanto tempo a puntare alla depressione del 1920-1921 come un esempio di un duro ma veloce bust seguito da una vigorosa espansione economica.[2] Lungi dall'offrire con questo episodio un "atterraggio morbido", la FED aumentò vertiginosamente il tasso di sconto ed il governo tagliò la spesa di un incredibile 65% in un anno! (Ricordate che tutto ciò segue la Prima Guerra Mondiale). I prezzi calarono quasi del doppio durante questa depressione, come mai fecero durante un periodo simile di 12 mesi nella Grande Depressione. E tuttavia, come suggerisce il suo nome, la Depressione del 1920-1921 fu abbastanza rapida.

Al contrario, dopo il crollo dela borsa del 1929, Herbert Hoover iniziò una serie di interventi senza precedenti nell'economia. FDR ovviamente alzò la posta in gioco, arrivando ad implementere una così ampia politica socialista (fuori da un periodo di guerra) che il paese abbia mai visto. Come risultato di queste misure di "imbottitura", gli Stati Uniti soffrirono della più lunga depressione nella loro storia.

Riassumendo, la cosa migliore che la FED ed il governo potrebbero fare durante una depressione è di levarsi dai piedi. Lasciare che i tassi d'interesse segnalino lo stato attuale dei risparmi e della domanda d'investimento e lasciare che i prezzi — incluso il prezzo del lavoro — calino in modo da ripulire i mercati. Gli investimenti improduttivi compiuti durante gli anni del boom hanno bisogno di essere liquidati. Le persone che hanno commesso errori imprenditoriali hanno bisogno di soffrire delle conseguenze di queste decisioni. Se i politici vogliono veramente "fare qualcosa", dovrebbero tagliare la spesa e le tasse, facendo tornare queste risorse al settore privato, il quale è già alle corde.



Perché Dovremmo Essere Sorpresi del Fatto che Siamo Impantanati Ora?

Dati i punti di vista Austriaci sulla storia e le cose giuste che i dirigenti dovrebbero fare durante una recessione, non c'è da sorprendersi se la nostra economia continua a sbiadire. Questa non è una cosa che gli Austriaci hanno iniziato a dire dopo il fatto: abbiamo predetto da sempre che le "soluzioni" di Bush ed Obama avrebbero solo peggiorato le cose. Con le scuse per il narcisismo, lasciatemi citare un articolo che scrissi nel giugno 2009:

«Non sarò così stupido da fornire i tassi annuali della crescita prevista del P.I.L. reale; fatemi ricapitolare semplicemente la mia visione dicendo che l’economia sarà nella tazza del cesso per un decennio (consultate un altro dottore in economia per una traduzione precisa di quei termini).

Realmente non capisco quanto persino alcuni analisti di mercato su CNBC e simili possano parlare della fine della recessione entro quest’anno, o chi specula che abbiamo finalmente “toccato il fondo.” Se realmente lo credono, mi domando: perché spendono una parte così cospicua delle loro carriere elogiando i mercati liberi e attaccando il socialismo? Se tutti gli enormi interventi di Bush ed ora di Obama hanno provocato soltanto pochi trimestri di una recessione moderatamente brutta, dov’è il grande problema?

Abbiamo perso tutti la sensibilità di fronte alle estensioni dei poteri federali, perché sono stati così improvvise e così ampie. La mente umana è in grado di adattarsi ragionevolmente in fretta a qualsiasi nuovo ambiente.

Pensiamo ad appena un anno fa. Ricordate che quando un sacco di gente si preoccupava per l’intrusione “ingiustificata” della Federal Reserve nella presa di Bear Stearns? Contrapponetelo ad oggi, dove il governo federale sta letteralmente acquistando la proprietà di pacchetti azionari delle banche principali, dove il meccanismo contabile preciso è una conversione dei (TARP) “prestiti” che ha obbligato alcune di queste banche a prendere, e che il governo (nel momento in cui scrivo) rifiuta di permettere che vengano ripagati.

O che dire di questo: nella primavera del 2008, l’amministrazione Bush spinse per una riduzione d’imposta di stimolo costata poco più di 150 miliardi di dollari. Ricordate che allora questa era considerata una somma di denaro fantastica? Gli analisti di CNBC si lamentarono dell’impatto sui tassi di interesse e del deficit.

Bene, il pacchetto di stimolo del presidente Obama è stato di 787 miliardi; il deficit federale previsto per quest’anno fiscale è 1,8 trilioni. La CBO proietta l’anno scorso che il debito federale come porzione dell’economia raddoppierà durante il prossimo decennio, da circa il 41% a l’anno scorso all’82% entro il 2019.

Oltre al massiccio spostamento di risorse verso il governo, tuttavia, ci sono le massicce intrusioni del potere federale in vari settori. I federali hanno già parzialmente nazionalizzato il settore bancario (un processo iniziato sotto quel “conservatore laissez-faire” di George Bush); hanno assunto la direzione di uno di più grandi assicuratori nel mondo (AIG) e di due delle tre più grandi aziende di automobile; ed hanno assunto la direzione di Fannie e di Freddie ed ora controllano più della metà dei mutui degli Stati Uniti.

Soprattutto, stanno spingendo un programma per limitare le emissioni di biossido di carbonio – che permette al governo di controllare i mercati dell’energia e – oh, perché no? – stanno cercando di nazionalizzare anche la sanità. Giusto per essere sicuri che gli investitori di tutto il mondo si tengano lontani dall’economia americana, l’amministrazione di Obama ha rovesciato i diritti dei creditori garantiti nel fiasco della Chrysler e ha assunto 800 nuovi impiegati all’IRS per inchiodare i ricchi volponi con operazioni commerciali internazionali.

Non è un’esagerazione dire che l’ultima volta che il governo si è espanso in questo molto, così rapidamente, è stato durante il New Deal di FDR. Ed abbiamo avuto un decennio di miseria durante quel particolare esperimento. Perché le cose dovrebbero essere differenti questa volta?»


La ragione per cui sollevo questi punti è che penso che molti economisti di libero mercato hanno dimenticato proprio come il governo sia cresciuto di recente. Prima che la crisi finanziaria colpisse, sarebbe stato inconcepibile per il Tesoro continuare sulla strada di tali enormi deficit, per non parlare della presa di possesso di così tante corporazioni private. Sebbene il piano per un esplicito programma di cap-and-trade sia fallito (per ora), l'EPA sta minacciando di regolare direttamente le emissioni di anidride carbonica.

E tuttavia, malgrado queste incredibili espansioni del potere del governo, abbiamo tizi di libero mercato come David Beckworth che ridono delle persone perché la loro visione del mondo richiederebbe che l'attuale economia fosse in acque peggiori rispetto a quello che le statistiche ufficiali indicano. Quindi la mia domanda a Beckworth e agli altri economisti di libero mercato è questa: se l'economia ha realmente sofferto di un paio di brutti quarti d'ora, anche di fronte alla più grande espansione del potere del governo sin dal New Deal, allora perché vi disturbate a diffondere i benefici della libertà economica? Non spendereste meglio il vostro tempo nel far capire alle persone la distinzione tra quello e quale?



I Formidabili Keynesiani

Finora ho spiegato perché penso che gli Austriaci meritino una seria attenzione nelle discussioni sia dai profani che dai dirigenti. Tra le scuole di pensiero di libero mercato, secondo me gli Austriaci sono usciti molto bene da questa storia (al contrario, alcuni tizi della Scuola di Chicago stanno ancora negando che ci sia addirittura stata una bolla immobiliare. I loro punti di vista sono internamente coerenti ed hanno un'eleganza teorica, ma penso che la maggior parte delle persone possano comprendere che le loro conclusioni siano semplicemente sbagliate).

Ma non voglio che i fan dell'Austrismo se ne vadano in giro gridando: "Aha! Siamo stati gli unici a prevedere la recessione e quindi ognuno dovrebbe ascoltare i nostri consigli strategici". Non é giusto, e getta discredito sugli Austriaci quando le persone dicono ciò.

Per esempio, Nouriel Roubini era il Peter Schiff tra gli economisti di sinistra. Faceva tremende previsioni — sotto lo pseudonimo di Dr. Doom — alle conferenze quando pochi altri pensavano che ci fosse una bolla immobiliare o problemi di debito.

C'è anche il campione in carica dei Keynesiani, Paul Krugman. Anch'egli ha predetto la bolla immobiliare, sebbene ciò sia un bizzarro risultato dal momento che egli invocò la sua creazione ed in seguito confermò (con caveat) che sarebbe stata necessaria dopo il crash tecnologico.

Krugman predisse anche correttamente che non ci sarebbero stati grandi aumenti nell'indice dei prezzi al consumo (CPI) nel 2009 e nel 2010, anche se molti economisti di libero mercato (incluso me stesso) pensavano che ci sarebbero stati. Questa situazione è ancora in evoluzione e potrebbe essere semplicemente una questione di tempo. Le enormi iniezioni nella base moentaria — di più negli ultimi due anni e mezzo rispetto all'intera storia della FED — sono andate di pari passo con gli enormi incrementi dei prezzi dell'oro, dell'argento, del petrolio e di altre merci. Visto che le iniezioni sono ampiamente trattenute e rinchiuse come riserve in eccesso alla FED, il loro impatto finora è stato principalmente relazionato alle aspettative. Sono ancora molto scettico che Bernanke drenerà queste riserve prima che alimentino innegabili aumenti nel CPI, e senza che mandino in crash il settore finanziario.

Ma anche se alcuni Austriaci hanno dato avvertimenti prematuri sull'imminente collasso del dollaro — un avvertimento che potrebbe ancora realizzarsi — hanno inequivocabilmente fatto migliori previsioni sugli impatti del pacchetto di "stimolo". Daniel Mitchell del Cato Institute ha di recente rilasciato un grafico aggiornato che mostra le proiezioni della disoccupazione fatte dall'Amministrazione Obama con l'implementazione del pacchetto di stimolo, il tutto paragonato alla storia attuale:




Lasciatemi indicare un'ovvia obiezione del partito Keynesiano: potrebbero dire: "Si si, l'amministrazione Obama (capitanata da Christina Romer) se n'è uscita con rosee previsioni. Ma hey, Krugman e pochi altri hanno sempre detto che lo stimolo non sarebbe stato grande abbastanza! Quindi voi Austriaci non siete stati gli unici a dire che ci sarebbero stati in serbo anni di miseria".

In primo luogo, le voci di una profezia precisa da parte di Krugman durante questa recessione sono state enormemente esagerate. Eccolo il 14 novembre 2008:

«Tutte le indicazioni puntano ad un pacchetto di stimolo maggiore da parte della nuova amministrazione. I miei calcoli fatti a spanne (come su di un pezzo di carta da buttare, ndt) dicono che il pacchetto dovrebbe essere enorme, dell'ordine dei 600$ miliardi.

Quindi la domanda diventa, l'amministrazione Obama oserà proporre qualcosa del genere?

Speriamo che la risposta a questa domanda sia si, che la nuova amministrazione sarà tanto audace da proporlo.»


Ovviamente, da come sono andate le cose, dopo solo due mesi l'amministrazione Obama proponeva un pacchetto di stimolo che era di 787$ miliardi, abbastanza audace direi. Ora, è vero che Krugman (e Mark Thoma) mettevano in guardia che una simile ammontare non sarebbe stato abbastanza grande. Ma andate a vedere l'analisi di Krugman al tempo. Non diceva tanto che i numeri del team di Romer fossero sbagliati (sebbene egli pensasse che le loro proiezioni di quello che sarebbe accaduto senza lo stimolo erano molto ottimistiche). Piuttosto stava dicendo che in base alle loro proiezioni, non erano nemmeno vicini "all'output gap". In altre parole, guardando il grafico di sopra, Krugman non stava mettendo in guardia dicendo: "Ragazzi, penso che la disoccupazione attuale con il pacchetto di stimolo assomiglerà alla linea tracciata dai puntini rossi, quindi dovete spendere un pò di più". Piuttosto stava dicendo: "Ragazzi, quella linea blu è ancora abbastanza deprimente ed i repubblicani potrebbero classificare lo stimolo come un fallimento. Quindi fareste meglio a spendere di più".

Pertanto quando si parla degli effetti del pacchetto di "stimolo", gli economisti di libero mercato (inclusi gli Austriaci) avevano ragione ed i Keynesiani avevano torto: l'economia è improvvisamente "peggiorata più di quanto pensassimo" dopo che è subentrato lo stimolo. Forse era una coincidenza, ma l'episodio è definitivamente un punto a favore degli Austriaci contro i Keynesiani.



Conclusione

La Scuola Austriaca fornisce un modello coerente e realistico con cui comprendere l'operato generale di un'economia di mercato, come anche le perturbazioni violente del boom-bust. Per coloro che leggono gli scritti di Mises, Hayek e Rothbard, la crisi prolungata non è stata una sorpresa.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


(I). Link all'articolo originale


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Note

[1] Nell'interesse di una piena divulgazione, voglio rivelare ai lettori la peggiore bestialità della mia carriera professionale — ho fatto cose peggiori nella mia vita privata — quando criticai Peter Schiff nel gennaio 2007 ed andai oltre sparando delle previsioni alla fine dell'articolo che erano tristemente sbagliate. Sebbene quella volta feci un pasticcio, voglio spiegare perché sono ancora così fiducioso nella teoria Austriaca del ciclo economico: nel pezzo di quel gennaio, non guardai alle strategie della FED. Stavo precipitosamente rispondendo agli avvertimenti di Schiff sul deficit nella bilancia commerciale, così sostenni il perché un deficit nella bilancia commerciale di per se non era una buona ragione per predire una grande recessione. Fu solo dopo che lasciai l'azienda di invetimenti dove lavoravo al tempo ed iniziai consultazioni private nel luglio 2007, che ritornai alla teoria Austriaca del ciclo economico con nuovi occhi e compresi che mi ero orribilmente sbagliato nel mio precoce ottimismo.

[2] Si veda questo articolo di Daniel Kuehn per una risposta Keynesiana all'analisi mia e di Tom.

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