martedì 27 settembre 2016

Scut Farkus e la teoria politica





di Gary North


Remnant Review

La maggior parte degli americani sa chi è Scut Farkus. Questo perché ogni Natale guardano Una Storia di Natale (1983).





Ho conosciuto chi fosse Farkus nell'autunno del 1963, quando ero studente a Philadelphia. Quasi tutte le sere, a partire dalle 10:15, sintonizzavo la mia radio per ascoltare lo spettacolo di Jean Shepherd per 45 gloriosi minuti. Ho appreso così dell'esistenza di Ralphie Parker, suo fratello Randy, i suoi amici Schwartz e Flick, Miss Shields, e Scut Farkus.

Scut Farkus è l'archetipo del bullo. Noi tutti abbiamo affrontato una qualche versione di Farkus.

Due anni dopo Una Storia di Natale, il mondo ha conosciuto Biff Tannen in Ritorno al Futuro. Anche lui era sinistramente familiare.

Credo che tutta la teoria politica dovrebbe iniziare con Scut o Biff.

In entrambi i film, il bullo viene superato da atti di follia. Raphie diventa una furia -- una condizione riconosciuta nel medioevo. Sono convinto che in realtà ci fossero veramente persone impazzite che "vedevano rosso." Diventavano inarrestabili, insensibili al dolore, e incontrollabilmente violenti. In Ritorno al Futuro, George McFly lo mette fuori gioco per sbaglio, al fine di impressionare una ragazza.

Il problema è che i bulli ritornano, ansiosi d'ottenere vendetta. Il paladino solitario viene annichilito il giorno successivo o la settimana successiva.

Il bullo ha sempre un compagno o una banda. Scut Farkus aveva Grover Dill. Biff Tannen era seguito da tre tirapiedi. Il bullo e i suoi leccapiedi costituiscono una minaccia organizzata.

La mia teoria dell'origine del governo civile è questa: le vittime alla fine capiscono che possono superare il bullo e la sua banda. Il bullo è uno specialista della violenza. Lui e la sua banda sono estorsori. Estorcono denaro o subordinazione dalle persone come modo di vivere. Le vittime hanno alti costi di organizzazione. Ciononostante, in quanto singole unità, sono indifesi.

Ad un certo punto, i costi previsti per l'obbedienza superano i costi della resistenza. Le vittime organizzano un movimento di resistenza. Ma questo richiede sempre una leadership. La nascita di un nuovo prepotente e della sua banda sono presenti in ogni movimento di resistenza.

La chiave per una resistenza di successo è quella di persuadere il bullo che è meno costoso e meno rischioso servire come poliziotto. Riceverà uno stipendio regolare. Lui ed i membri della banda verranno anche premiati in altri modi. Potranno intromettersi in vie non ufficiali negli affari della comunità. In cambio, il bullo diventa più prevedibile. Accetta di rispettare le regole dell'ordine che sono imposte dalla maggioranza.

Poi le vittime tornano alla loro vita -- le proprie specializzazioni.

Se il movimento di resistenza riesce a rovesciare la banda esistente, saranno ancora presenti gli stessi problemi di potere e di prevedibilità. Ci vuole il potere per rovesciare il potere. Un nuovo regime prende il sopravvento.

Col passare del tempo, la disposizione che pone il bullo sotto il principio della legalità viene accettata come legittima. L'auto-governo, poi, prende il sopravvento. Le persone obbediscono alla legge.



IL CONTRATTO SOCIALE

Nell'ottobre 1689 venne pubblicato un libro anonimo a Londra: Due Trattati sul Governo. L'autore era John Locke, ma non l'ha mai ammesso durante la sua vita. Morì nel 1704.

Locke era la fonte principale di una teoria sull'origine del governo civile basata sul contratto sociale. Credeva in una riunione d'individui autonomi che cedevano allo stato parte della loro sovranità. Si suppone che lo facciano per preservare la vita, la libertà, e lo status.

Questa teoria presuppone che la società non fosse in precedenza afflitta da uno Scut o un Biff. Personalmente, non ho mai creduto in questa teoria. Ho avuto troppa dimestichezza con i bulli. I bulli ci saranno sempre. Pertanto erano fondamentali per l'ipotetica società di Locke che cedeva sovranità allo stato. C'era sempre uno stato, e probabilmente di più: Scut contro Biff.

Penso che dovremmo prendere sul serio le parole di Jean Jacques Rousseau, autore del libro Il Contratto Sociale (1762). Nel 1754, scrisse un saggio, "Discorso sulla Disuguaglianza." In esso troviamo questo paragrafo:

Cominciamo dunque, mettendo da parte i fatti, perché non influiscono sulla questione a portata di mano. Le ricerche, in cui possiamo impegnarci in questa occasione, non sono da prendere per verità storiche, ma solo come ragionamenti ipotetici e condizionali, adatte per illustrare la natura delle cose, oltre a mostrare la loro vera origine, come quei sistemi che i nostri naturalisti usano per la formazione del mondo.

Mise da parte i fatti. Il fatto più importante che mise da parte fu quello che anche Locke aveva messo da parte quando scrisse Il Secondo Trattato sul Governo: il primo giorno che è comparso il primo bullo, è allo stesso tempo comparso lo stato.

Il governo civile è un compromesso negoziato tra le bande e le loro vittime. Si tratta di un mezzo per aumentare la prevedibilità della violenza. Consente alle persone di specializzarsi, lasciando la maggior parte delle responsabilità di sopprimere la violenza agli specialisti armati e alle corti di giustizia, le quali offrono agli specialisti armati un certo grado di legittimità. Forniscono anche prevedibilità.

Rovesciare un governo è rischioso. Come partner di Karl Marx, Friedrich Engels scrisse questo passaggio nel 1872:

Una rivoluzione è certamente la cosa più autoritaria che ci possa essere; è l'atto con il quale una parte della popolazione impone la sua volontà sull'altra parte per mezzo di fucili, baionette e cannoni -- mezzi autoritari; e se la parte vittoriosa non vuole aver combattuto invano, deve mantenere questo regime mediante il terrore delle armi ispirato nei reazionari. La Comune di Parigi [1871] sarebbe durata un solo giorno se non avesse fatto uso di questa autorità armata contro la borghesia. Dovremmo rimproverarla per non averla usata abbastanza liberamente?

La teoria degli uomini autonomi che si riuniscono per creare una costituzione iniziale e il primo stato, è una storia ipotetica -- un mito conveniente. Ignoratelo. Pensate a "Scut Farkus."


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


lunedì 26 settembre 2016

Gli elicotteri neri di Bernanke





di David Stockman


Ben Bernanke è uno degli uomini più pericolosi sul pianeta Terra. In quest'epoca di dominio del settore bancario centrale sulla vita economica, egli rappresenta sicuramente il pifferaio magico della rovina monetaria.

Sin dal 2002 ha parlato di "elicottero monetario", come se un qualcosa che è solo ciarlataneria economica avesse una base legittima. Ma togliete lo pseudo-gergo scientifico e capirete che tale metafora significa semplicemente monetizzazione del debito pubblico — la più antica forma di "qualcosa in cambio di niente".

All'epoca le chiacchiere dello zio Ben sull'elicottero monetario erano considerate una sorta di metafora teorica sui poteri ultimi dei banchieri centrali, e soprattutto la loro capacità di prevenire lo spauracchio della "deflazione".

Infatti Bernanke era considerato uno studioso importante della Grande Depressione e un discepolo di Milton Friedman riguardo la causa del relativo scoppio: eccessivo rigore della FED nel 1930-1932. Queste sono sciocchezze, come ho dimostrato in The Great Deformation, ma ha dato loro un'aria di plausibilità e ha fornito un pedigree addirittura conservatore ad un'idea veramente stupida e pericolosa.

Infatti Bernanke, durante un discorso alla festa del 90° compleanno di Friedman, promise che i banchieri centrali moderni — guidati da lui stesso — non avrebbero mai lasciato che accadesse di nuovo.

Presumibilmente Bernanke parlava della deflazione del 25% nel livello generale dei prezzi dopo il 1929. La deflazione è considerata in malo modo dal pubblico moderno, perché nessuno sembra ricordare che la deflazione degli anni '30 non era altro che la liquidazione parziale dell'inflazione del livello generale dei prezzi durante la Grande Guerra.

In ogni caso, Bernanke stava semplicemente delirando quando insinuò che il crollo del boom dei Ruggenti Anni Venti aveva a che fare con le condizioni del 2002. Anche l'affermazione che il Giappone era afflitto da una grave deflazione all'epoca, era palesemente falsa.

Infatti, durante le fasi finali del boom giapponese del credito e delle esportazioni, il livello dei prezzi interni era salito notevolmente, aumentando di quasi il 70% tra il 1976 e il 1993. E poi semplicemente si appiattì dopo il grande crollo del mercato azionario e immobiliare del 1990-1992.

Quindi, anche con l'esempio del Giappone, non vi era alcuna base per aver paura di una "deflazione" in stile Grande Depressione mistificata invece da Bernanke.

Lo zio Ben stava semplicemente dimostrando d'essere uno sciroccato accademico pericoloso e senza scrupoli, in quanto stava erogando tra i politici il veleno ideologico più tossico della storia. Vale a dire, un invito ad immergere il fisco pubblico talmente in profondità nell'inchiostro rosso, in modo che le banche centrali avrebbero potuto comprare obbligazioni nella loro presunta lotta contro il flagello della deflazione.




Nel corso degli anni sin dal 2002, non vi è stata alcuna deflazione dei prezzi sul pianeta. Durante la sua permanenza alla FED, Bernanke gridava al lupo per la potenziale minaccia di una deflazione incombente, ma non è mai apparsa. Dal momento della sua promessa pretenziosa al compleanno di Friedman fino ad oggi, l'IPC è aumentato ad una media dell'1.8% l'anno.




Ma questo non ha fermato Bernanke. Nel 2011 è anche riuscito ad ingannare i non-keynesiani alla FED affinché abbracciassero ufficialmente il suo sistema di inflation targeting. Questa idea sballata si basava sull'idea che gli Stati Uniti non avessero abbastanza inflazione, e che un aumento annuale del 2% nell'IPC fosse essenziale per la crescita economica e la piena occupazione.

Non c'è uno straccio di prova che un 2.00% d'inflazione abbia implicazioni diverse per una crescita economica reale rispetto all'1.80%, o all'1.00%, o addirittura all'assenza d'inflazione.

Stiamo semplicemente parlando di numeri magici utilizzati nel gergo econometrico da banchieri centrali e dai loro accoliti keynesiani. La sua funzione reale non è quella di consentire una maggiore crescita del tenore di vita delle persone, ma giustificare un'intrusione monetaria continua nei mercati finanziari da parte di un politburo monetario non eletto e presumibilmente onnisciente.

Alla fine, l'insidiosità dell'inflation targeting di Bernanke è stato il fatto che si sia diffusa in quasi tutte le banche centrali del mondo. Nel caso della BCE, è la stessa ragion d'essere per il folle acquisto mensile di Mario Draghi di $90 miliardi di titoli di stato e altri titoli. Tuttavia, a parte l'impatto evidente della deflazione dei prezzi del petrolio e delle altre materie prime nel corso degli ultimi due anni, non c'è alcuna prova di deflazione in Europa.

Infatti, sin dal 2002 l'IPC della zona Euro è aumentato ad un tasso medio dell'1.8% all'anno. In realtà, l'inflazione ha probabilmente ostacolato la crescita economica, e certamente ha eroso il tenore di vita dei pensionati e dei salariati.




Neanche il Giappone ha sofferto di deflazione dell'IPC sin dal tempo in cui Bernanke ha cominciato a parlare dei suoi elicotteri.

Sì, i suoi mercati immobiliari e azionari enormemente gonfiati ancora oggi si trovano ben al di sotto dei livelli di picco della bolla nel 1989. Ma questo non è dovuto alla mancanza di stimolo monetario sin da allora; è la conseguenza inesorabile della massiccia bolla finanziaria creata dalla BOJ durante gli anni prima del crollo.

Quello che il Giappone ha sperimentato è una deflazione dei prezzi degli asset finanziari, non una contrazione nei numeri dell'IPC. Ciò che in realtà sta dietro all'idea dell'inflation targeting, quindi, è la dottrina ancora più insidiosa dell'effetto ricchezza. Cioè, l'idea che finanziare gli speculatori affinché portino i prezzi delle azioni e delle obbligazioni a livelli più alti, possa effettivamente permettere alle banche centrali di creare guadagni duraturi negli standard di ricchezza e di vita reali.




Quindi possiamo dire che raramente un'idea politica più insidiosa e distruttiva dell'inflation targeting di Bernanke abbia acquisito ampio consenso. La prova è proprio il Giappone — il destinatario sfortunato di due decenni di consulenza distruttiva di Bernanke e dei suoi propagatori.

All'inizio del 2013 il governo giapponese ha adottato l'inflation targeting con sconsiderato abbandono. A quel tempo, il Primo Ministro Abe ha letteralmente confiscato la BOJ e vi ha insediato un burattino che non ha avuto scrupoli a far arroventare la stampante monetaria.

Il bilancio della BOJ ha superato il 50% del PIL — rispetto al 3.3% del PIL per quanto riguarda la FED quando Alan Greenspan divenne presidente e inaugurò l'era attuale della Finanza delle Bolle.

I risultati di Kuroda-san sono $8,000 miliardi di debito pubblico a rendimento negativo e la distruzione virtuale del mercato dei titoli di stato in un paese che è il più grande debitore del mondo.

Al contrario, la follia monetaria della BOJ non ha fatto salire di una virgola l'IPC. Continua a viaggiare lungo la linea piatta, ma ancora più importante, l'economia reale non s'è ripresa.

I redditi reali delle famiglie giapponesi sono ancora il 7% al di sotto dei livelli del 2011 e il 5% al di sotto di quando Kuroda ha arroventato la stampante monetaria della BOJ.




Inutile dire che la spesa reale delle famiglie, come illustrato qui sopra, ha seguito lo stesso modello triste. Mentre il Giappone una volta era considerato il regno dei risparmiatori, tale attribuzione ormai è scomparsa anni fa. Oggi il tasso di risparmio delle famiglie è sceso a zero, il che significa che la crescita dei consumi dipende dalla produzione e dal reddito. Quest'ultimo, tuttavia, non è affatto cresciuto con l'Abenomics.

Infatti, il PIL reale si sta attualmente dirigendo verso il suo quinto tonfo sin dalla grande crisi finanziaria, e non è più in alto di quanto era all'inizio del 2013. Tuttavia, il primo ministro Abe ha annunciato che ora raddoppierà lo "stimolo".

E questa volta non si sta facendo remore a chiamare gli elicotteri. Perché anche Ben Bernanke stesso è a disposizione per aiutare ad organizzare la baldoria monetaria finale del Giappone.




Inutile dire che la risposta iniziale del mercato azionario giapponese è stata di un entusiasmo strepitoso. Negli ultimi due giorni il mercato è salito oltre il 6%. Un recente articolo di Bloomberg non ha lasciato dubbi sul perché:

Il Topix [...] ha visto il suo più grande salto sin dal 15 febbraio, mentre Abe ha detto che domani ordinerà l'elaborazione di un pacchetto di stimolo economico. Una persona vicina alla questione ha detto che il governatore della Banca del Giappone, Haruhiko Kuroda, ha incontrato lunedì l'ex-presidente della Federal Reserve, Ben S. Bernanke, durante il pranzo a Tokyo, alimentando ulteriormente le speculazioni per un QE maggiorato. Le azioni giapponesi ne hanno beneficiato ulteriormente, mentre le notizie positive circa i salari negli Stati Uniti sono state migliori del previsto stimolando un rally dei titoli azionari globali.

"Con la speranza che lo stimolo arriverà prima del previsto, gli investitori la considerano una possibilità d'acquisto," ha detto Hiroaki Hiwada, stratega presso Toyo Securities Co. La visita di Bernanke "rende naturale sperare in un ulteriore allentamento monetario."

Marterdì Abe ha in programma una riunione di gabinetto incentrata sulle misure economiche e prenderà in considerazione più di ¥10,000 miliardi di stimolo, ha riferito il quotidiano Nikkei. Dopo l'incontro con Kuroda, Bernanke si incontrerà con Abe domani, secondo Reuters.

In realtà, il punto è che questo pacchetto d'espansione fiscale sarà finanziato da un aumento equivalente d'acquisti di obbligazioni da parte della BOJ. Qua stiamo parlando dell'elicottero monetario.

Ma stiamo anche parlando di suicidio fiscale e monetario. Il debito del Giappone è così massiccio ed è aumentato in modo talmente inesorabile, sebbene la sua popolazione e la forza lavoro abbiano iniziato a ridursi, che quest'ultimo round di stimolo fiscale può avere un solo risultato.

Vale a dire, il governo del Giappone alla fine sarà costretto a rinnegare i propri debiti in pancia alla BOJ. Quando ciò accadrà, sarà dietro l'angolo un'implosione monetaria.




Nel frattempo, la dottrina abominevole di Bernanke può diffondersi in Europa o anche qui. Già l'adozione universale della sua variante QE — vale a dire, l'elicottero in versione light — ha reso i mercati obbligazionari globali una farsa.

L'intromissione dei banchieri centrali nell'equilibrio domanda/offerta dei mercati obbligazionari globali, ha spinto $13,000 miliardi di titoli di stato nella zona sotto zero. E questa follia, che ha già inghiottito il 33% di tutti i titoli di stato in circolazione, sta accelerando la sua diffusione.

Prima del Brexit c'erano poco meno di $11,000 miliardi di debito sotto lo zero, e solo tre anni fa non c'erano affatto.




Una carrellata fornita dal Wall Street Journal parla da sé.

In Svizzera i titoli di stato a scadenza più lunga, bond a quasi mezzo secolo, hanno ora un rendimento sotto lo zero. Quasi l'80% dei titoli di stato giapponesi e tedeschi hanno rendimenti negativi, secondo Citigroup.

Ora il rendimento infimo si sta diffondendo a titoli che hanno un profilo più rischioso. Più gli investitori diventano affamati per rendimenti decenti, più i rendimenti dei titoli scendono.

"È un serpente che si morde la coda," ha dichiarato Iain Stealey, un gestore di fondi presso J.P. Morgan Asset Management.

L'Italia, che è in preda ad una crisi bancaria, ha circa $1,600 miliardi di debito sovrano a rendimento negativo.

Il rendimento sul decennale della Lituania è più che dimezzato quest'anno, a circa lo 0.5%, secondo Tradeweb. Quest'anno il rendimento del decennale di Taiwan è sceso da circa l'1% allo 0.7%, secondo Thomson Reuters.

E questa non è nemmeno la metà della storia. Secondo lo stesso WSJ, ora ci sono $275 miliardi di obbligazioni societarie a rendimenti sotto lo zero. Infatti i gestori di fondi e gli scommettitori nel mercato a reddito fisso in tutto il mondo, sono letteralmente impazziti nella loro caccia a rendimenti decenti.

Ai clienti non importa se si tratta del Messico o della Polonia o della Corea del Sud, ha detto, "vogliono solo un rendimento più elevato."

I fondi di debito nei mercati emergenti hanno visto il loro picco d'afflusso nella settimana terminata il 6 luglio, secondo Bank of America Merrill Lynch.

Quando tutto questo baraccone salterà in aria, si spera che il tribunale per i crimini di guerra dell'Aia ritenga necessario ampliare il suo mandato affinché includa anche i crimini economici contro l'umanità. Ben Bernanke sarebbe sicuramente il primo accusato.

Dopo tutto, gli elicotteri monetari faranno più male alla gente di tutto il mondo rispetto a qualsiasi guerra.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


venerdì 23 settembre 2016

Glossario Austriaco





di Francesco Simoncelli


Questo post è un po' atipico, visto che non sarà scritto da me... invece sarà scritto da voi. Come ripeto spesso, questo spazio virtuale è nato per soddisfare la richiesta di conoscenza da parte di quei lettori interessati e intrigati dalle teorie Austriache. E in quanto spazio che deve soddisfare le esigenze dei lettori, non posso fare a meno di ascoltare quelle richieste che giungono pressanti e ricorrenti da parte di coloro che rappresentano la linfa vitale di questo spazio virtuale. Quindi, cari lettori e lettrici, oggi esaudirò un vostro desiderio che per molto tempo ha caratterizzato i contenuti delle vostre email e commenti. Oggi andrò a spiegare alcuni termini che spesso uso nei miei articoli e che non sempre risultano chiari alla maggior parte dei lettori.

Visto che non posso conoscere ex ante quali termini siano sconosciuti alla maggior parte dei lettori, mi limiterò a metterne alcuni, o almeno quelli che uso spesso, mentre gli altri sarete voi a suggerirli. Vi basterà inserire nei commenti a questo articolo quei termini il cui significato non vi è chiaro e io li spiegherò. Inutile dire che questo articolo verrà inserito nella sezione "Per iniziare..." nel menù di navigazione di questo blog, in modo da poter essere consultato da chiunque abbia un dubbio o abbia un temporaneo vuoto di memoria.


ABS: titoli garantiti da altri asset. Il mondo derivati è costellato da titoli simili. I più famosi sono i mortgage backed securities, i titoli che la FED ha acquistato da Fannie & Freddie all'indomani del primo QE. In cosa consistevano? Sulle spalle dell'espansione monetaria americana post-2001, i mutui per acquistare nuove case e mutui per ipotecare case di proprietà per spendere il denaro in elementi di consumo, erano stati compressi in un titolo e rivenduti sul mercato. Finché la bolla continuava ad essere gonfiata questi titoli parevano buoni e relativamente sicuri, quindi venivano commerciati nei mercati finanziari con rating abbastanza alti.

Arbitraggio: pratica finanziaria atta ad acquistare un titolo oggi e rivenderlo domani ad un prezzo maggiorato sfruttando dinamiche di mercato favorevoli. Per esempio, in forza dell'elevata volatilità di prezzo dell'argento, è possibile comprarne abbastanza in un determinato periodo di tempo, sfruttarne l'andamento di prezzo favorevole, rivenderlo e comprare oro.

"Buy the dips": questa formula significa letteralmente comprare durante i ribassi. La maggior parte dei broker consiglia, la maggior parte delle volte, alla propria clientela di comprare un titolo quando si presume l'indice abbia raggiunto un fondo. Da lì in poi si prevede un mercato toro che farà acquisire valore al titolo. Se prendiamo ad esempio l'oro, possiamo dire che è possibile che abbia toccato il fondo al prezzo di $1,200, quindi da adesso in poi non può far altro che salire.

Cartolarizzare: creazione di un titolo la cui esistenza è formata dall'insieme di una determinata serie di altri titoli.

Carry trade: pratica finanziaria particolarmente sviluppata con l'avvento dei quantitative easing, dove si può accedere a finanziamenti a bassissimo costo con cui comprare titoli ad un più alto rendimento e staccarci, quindi, un profitto netto.

Dead cat bounce: questo è un termine usato nel gergo finanziario per indicare una ripresa apparente di un titolo. Ovvero, sebbene un titolo azionario possa mostrare dei piccoli rimbalzi nel breve periodo, il trend sottostante è in ribasso. Esempio visivo:



Fast money: questo termine fa riferimento a speculatori che comprano titoli utilizzando la leva finanziaria e poi li piazzano come garanzia per ottenere un nuovo prestito.

Flash boom: questo termine è l'opposto di flash crash. Se quest'ultimo termine significa una perdita improvvisa e significativa per un determinato titolo (per poi ritornare nell'arco di pochi giorni in un range di trading che aveva prevalso fino a prima del flash crash), il significato di flash boom è l'esatto contrario.

Front running: a seguito di un annuncio di acquisto titoli da parte delle banche centrali, i trader si affrettano a comprare quei titoli che le banche centrali acquisteranno per poi rivenderglieli.

Junk bond: titolo ad alto rendimento emesso da società con rating di credito molto basso.

Leveraging/Deleveraging: il leveraging non rappresenta altro che la quantità di finanziamenti che si prende in prestito. Spesso viene rappresentata con un rapporto, soprattutto per quanto riguarda le imprese: 5:1, 25:1, ecc. Tale rapporto, ad esempio, significa che una impresa è indebitata 5 o 25 volte il suo capitale o le sue entrate. Più si ricorrere a questo espediente, più è probabile che le cose vadano fuori controllo. Quando suddetto rapporto diminuisce, invece, ci troviamo in una situazione di deleveraging, in cui o si ripagano i debiti oppure si raccoglie ulteriore capitale per compensare la quantità precedentemente presa in prestito.

Main Street: termine inglese che indica letteralmente la strada principale di una città. In realtà questo termine è usato in gergo per fare riferimento alla gente comune, così come Wall Street, invece, fa riferimento a figure professionali nel mondo finanziario

Margin call: richiesta di maggiori garanzie su un margin loan, ovvero, un prestito finanziato a metà tra il broker e l'investitore. Quest'ultimo s'impegna ad offrire garanzie aggiuntive nel caso in cui il suo investimento inizia a dare segni di ribassi continui, ciononostante il broker può decidere di vendere l'investimento e tenersi le garanzie qualora ritenesse troppo consistenti le perdite.

Mispricing: sostanzialmente significa prezzo errato, nel mio contesto significa prezzo errato a causa dell'intromissione artificiale di un ente terzo.

Mark to market: questa epsressione fa riferimento ad un prezzo o ad una valutazione settati dal mercato.

Market maker: questo termine, legato a quello precedente, vi informa che esiste un'entità in grado di settare un prezzo o una valutazione disconnessa dal mercato. Il mercato obbligazionario sovrano, ad esempio, ha ormai come market maker la banca centrale.

Naked short selling: pratica finanziaria che prevede una sorta di scommessa "scoperta". Se, ad esempio, siete a conoscenza o intuite la probabile discesa di una particolare azione, potete prenderne in prestito una determinata quantità per qualche giorno e venderla a prezzo pieno a chi è interessato a comprare. Poi, una volta che la vostra previsione si avvera, comprate a titolo definitivo le azioni a prezzo ribassato, le rimborsate a chi ve le ha prestate e staccate un profitto. Questo è uno short selling canonico, quello naked invece, prevede la stessa situazione in cui voi siete a conoscenza di una probabile discesa di una particolare azione, solo che nessuno vuole prestarvi le azioni di cui avete bisogno. Voi, però, le vendete lo stesso a chi è disposto a comprarle, ma vi riservate un tot. di tempo per consegnarle. Se successivamente alla vostra previsione trovate chi ve le vende staccate un profitto, altrimenti la vostra scommessa vi si ritorcerà contro.

Price discovery: sostanzialmente significa determinazione di un prezzo, nel mio contesto questo termine sta a significare la nascita di un prezzo attraverso il meccanismo genuino della domanda e dell'offerta non alterate da enti terzi.

Rehypothecation: sostanzialmente sarebbe una sorta di doppia ipoteca su un titolo o un bene. La garanzia collaterale di un determinato prestito, ad esempio, potrebbe essere usata dal prestatore per ottenere un altro prestito.

Repo market: il mercato dei repurchase agreement è decisamente molto sviluppato di questi tempi. Soprattutto da quando il dollaro è stato sganciato dall'oro nel 1971. In questo mercato gli affari vengono fatti nel breve termine con la vendita temporanea di titoli a persone che li acquistano temporaneamente pagandoli in contanti e aspettandosi un interesse. Di solito vengono riacquistati entro un giorno o una settimana. Il differenziale tra la somma ricevuta e quella da ridare viene compensato da negoziazioni che, all'occhio di chi cede temporaneamente i titoli per i soldi, garantiranno un ritorno consistente.

Robo-trader: questo più che altro è un termine coniato da me per disprezzare i trader nelle varie borse mondiali, i quali agiscono meccanicamente (come robot) fidandosi solamente di ciò che vedono sui loro monitor di computer senza prestare attenzione ai fondamentali.

Shortare: questo termine è una "italianizzazione" del verbo inglese "short". Nel contesto finanziario significa avere un orizzonte temporale di breve termine riguardo un qualsiasi titolo. Ad esempio, shortare il DAX significa comprare azioni di questo titolo e rivenderle dopo un anno o meno tempo.

Sicofanti: questo termine è un sinonimo di lacchè, o tirapiedi.

Zombie-box: è un termine coniato da me per definire in modo spregiativo quell'apparecchio infernale noto come televisione.


giovedì 22 settembre 2016

L'impennata dei prezzi dell'oro





di James Rickards


Ritengo che l'oro sia una forma di denaro. Ciò significa che tengo d'occhio i movimenti di prezzo dell'oro allo stesso modo in cui tengo d'occhio i movimenti di qualsiasi altra valuta globale — e tento di scoprire il modo migliore affinché voi possiate agire di conseguenza.

In questo momento, se riuscite a comprendere i flussi dell'oro fisico, potreste fare una fortuna nei mesi e negli anni a venire.

Lo scorso giugno ho visitato Zurigo e ho incontrato alcuni tra i massimi esperti e addetti ai lavori nel settore dell'oro fisico. A marzo ho visitato Lugano, dove ho incontrato il dirigente della più grande raffineria d'oro del mondo. A seguito di queste visite in Svizzera, sono stato in grado di raccogliere informazioni dettagliate sui principali acquirenti e venditori di lingotti d'oro in tutto il mondo e sui flussi d'oro fisico.

Queste informazioni sui flussi dell'oro sono fondamentali per capire cosa succederà al suo prezzo. La ragione è che il prezzo dell'oro è in gran parte determinato nei mercati "paper gold", come i futures sull'oro del Comex e gli ETF legati all'oro. Questi contratti cartacei rappresentano 100 volte (o più) la quantità d'oro fisico disponibile per saldare suddetti contratti.

Fino a quando i contratti cartacei saranno rinnovati o saldati in cambio di denaro cartaceo, allora il sistema funzionerà bene. Ma non appena i titolari dei contratti cartacei richiederanno oro fisico in liquidazione, saranno scioccati nello scoprire che non c'è abbastanza oro fisico in giro.

A quel punto s'innescheranno acquisti d'oro dettati dal panico. Il prezzo dell'oro salirà alle stelle a migliaia di dollari l'oncia. Le azioni delle miniere aurifere aumenteranno di valore di dieci volte o più. I venditori di paper gold abbandoneranno il mercato dei futures e termineranno i loro contatti perché non potranno essere onorati in oro fisico.

La chiave per prevedere questo panico è quella di seguire i flussi d'oro fisico. Una volta che il prezzo dell'oro fisico inizierà a salire in base ai fondamentali di domanda e offerta, la scena sarà pronta per aumenti dei prezzi nel mercato paper gold. Man mano che più titolari di tali contratti abbandoneranno il mercato paper gold per ottenere oro fisico, che già scarseggia nel mercato fisico, vedremo l'inizio di un super-picco del prezzo.

Fino a quando l'offerta e la domanda di oro fisico saranno in equilibrio, non esisterà alcun catalizzatore per un improvviso picco dei prezzi dell'oro, a parte la solita fuga geopolitica verso una richiesta di qualità. Ma non appena la domanda comincerà a sopraffare l'offerta, allora la scena sarà pronta per prezzi dell'oro fisico più elevati seguiti dal rovesciamento della piramide invertita dei contratti paper gold.

Quali informazioni sui flussi d'oro fisico possono aiutarci a comprendere la situazione domanda/offerta? Non è facile rispondere a questa domanda. Alcuni protagonisti nel mercato dell'oro fisico sono completamente opachi e non riportano i loro acquisti o i loro possedimenti in modo trasparente. Gli arabi e i cinesi sono i meno trasparenti quando si tratta di rendicontazione delle attività nel mercato dell'oro.

Dall'altra parte, gli svizzeri sono altamente trasparenti. Ogni mese gli svizzeri redigono relazioni dettagliate sulle loro importazioni ed esportazioni d'oro.

Le informazioni svizzere ci forniscono una finestra sul mondo. Questo perché le importazioni e le esportazioni svizzere sono localizzate perlopiù nel business della raffinazione in Svizzera, la quale è la più grande al mondo. Non ci sono grandi miniere d'oro in Svizzera e i cittadini svizzeri non sono conosciuti come i principali acquirenti d'oro (a differenza, ad esempio, di cinesi o indiani). L'industria orologiera svizzera fa uso di un sacco d'oro, ma le importazioni sono bilanciate dalle esportazioni; la Svizzera in sé non è una delle principali destinazioni degli orologi svizzeri.

Infatti la Svizzera è un condotto per gran parte dell'oro del mondo. L'oro arriva in Svizzera sotto forma di lingotti da 400 once, barre doré e "rottami" (termine per gioielli e altri oggetti in oro riciclato).

Questo oro è poi fuso e raffinato perlopiù in lingotti 99.99% da 1 chilo, del valore di circa $45,000 ciascuno ai prezzi correnti di mercato. Questi lingotti da 1 chilo sono il nuovo standard globale e sono quelli preferiti dai cinesi.

Esaminando le importazioni e le esportazioni svizzere, siamo in grado di vedere da dove proviene l'offerta e la domanda di oro fisico e quanto possano essere in equilibrio domanda e offerta (o in squilibrio). Queste informazioni ci possono aiutare a prevedere il prossimo super-picco dei prezzi dell'oro.

È importante sottolineare che la Svizzera è stata un esportatore netto d'oro negli ultimi quattro mesi. È più l'oro che esce che quello che entra. Questo significa che la domanda rimane forte, ma l'offerta si rimpicciolisce.

La Svizzera non produce il proprio oro. Alcune raffinerie possono avere inventari e ci sono caveau pieni d'oro in Svizzera che sono una potenziale fonte di offerta. Ma gli individui che mantengono il loro oro in Svizzera sono investitori facenti parte della categoria "buy & hold" e tendono a non vendere. A conti fatti, questi deflussi netti sono insostenibili. Se i deflussi persisteranno, è probabile che il prezzo dell'oro salirà perché questa è la soluzione del mercato all'eccesso di domanda.

Le cinque destinazioni più gettonate sono Cina, Hong Kong, India, Regno Unito e Stati Uniti. Queste cinque destinazioni rappresentano il 91% del totale delle esportazioni svizzere d'oro.

La domanda di Hong Kong, in realtà, è "fasulla", perché l'oro che arriva lì viene subito esportato in Cina. Questo lo scopriamo guardando a cifre ufficiose legate sempre all'import/export di Hong Kong, le quali sono considerate altrettanto affidabili dagli standard internazionali. Utilizzando Hong Kong come un condotto, la Cina cerca di nascondere le sue attività nel mercato dell'oro fisico.

Tenete a mente che la Cina è il più grande produttore d'oro al mondo. Essa vanta 450 tonnellate di produzione mineraria interna all'anno per soddisfare la propria domanda vorace d'oro, detenute dalla banca centrale e dai fondi sovrani.

La domanda cinese è stata temperata dal recente rafforzamento del dollaro, il che rende l'oro più costoso se acquistato in yuan. Questo vento contrario potrebbe essere sul punto di dissiparsi se la FED indebolirà il dollaro (cosa che ci aspettiamo), dovendo fare i conti con un'economia degli Stati Uniti in rallentamento.

La Svizzera ha esportato 102 tonnellate in Regno Unito e Stati Uniti, quasi tutte per soddisfare la domanda di investitori in ETF. Persisterà questa forte domanda? La domanda per gli ETF segue un ciclo di feedback rispetto al prezzo dell'oro.

Quando l'oro sale, sale anche la domanda degli ETF, cosa che mette maggiore pressione al rialzo sul prezzo. Ciò funziona anche in senso inverso, come abbiamo visto nel 2013. Quando l'oro scende, anche gli ETF tendono a scendere, cosa che mette ulteriore pressione al ribasso sul prezzo dell'oro.

In entrambi i casi, la domanda degli ETF tende ad essere pro-ciclica e ad amplificare il "comportamento" dell'oro. Se abbiamo ragione di credere che i prezzi dell'oro saliranno per conto proprio, la domanda degli ETF tenderà a guidare il prezzo ancora più in alto e più velocemente.

L'offerta d'oro in Svizzera è già piccola (ho testato di persona questa affermazione dai miei contatti lì). Se tale carenza peggiorerà, come ci aspettiamo che accadrà, c'è solo un modo per aggiustare lo squilibrio commerciale dell'oro svizzero — prezzi più elevati. Una volta che vedremo prezzi più alti, la domanda degli ETF li farà semplicemente impennare di più. Da qui in poi sarà solo una questione di tempo prima che crollerà l'intera piramide del paper gold.

I prezzi dell'oro saliranno alle stelle in base alla combinazione di fondamentali domanda/offerta e ciclo di feedback pro-ciclico degli ETF. Se l'oro salirà, i prezzi dei titoli delle miniere d'oro saliranno ancor più velocemente. In effetti, l'acquisto di azioni legate alle miniere d'oro rappresenta una scommessa a leva sul prezzo stesso dell'oro.

Saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


mercoledì 21 settembre 2016

La bolla più grande di questo secolo





di David Stockman


A volte un confronto vale più di mille parole, e una delle notizie di questa mattina ne è sicuramente l'esempio.

L'anno scorso il Giappone ha perso 272,000 unità della sua popolazione, mentre marcia risolutamente verso il suo destino come prima colonia di vecchi in bancarotta. Allo stesso tempo, il rendimento obbligazionario quarantennale del Giappone durante gli ultimi sei mesi è stato di un sorprendente 48%.

Proprio così!

Non stiamo parlando di Tesla, dell'indice biotech o delle FANG. Al contrario, come il resto della curva dei rendimenti JGB, questo bond non ha resa e nessuna prospettiva di rimborso.

Ma questo non importa, perché in realtà non è un bond sovrano, in ogni caso. Si è trasformato in un titolo da gioco d'azzardo privo di rischi.

I front-runner amanti della leva finanziaria stanno raccogliendo qualsiasi JGB rimanente sul mercato e li stanno rivendendo alla BOJ a prezzi più elevati.

Allo stesso tempo, questi scommettitori non devono praticamente affrontare alcun rischio. Questo perché la BOJ ha già in possesso ¥426 miliardi di JGB, quasi la metà del totale. E sta spazzolando il resto ad un ritmo di ¥80 miliardi l'anno nel quadro della sua politica monetaria attuale, dando tutte le indicazioni per un aumento del suo tasso di acquisto in quanto questa situazione non può altro che sfociare nell'elicottero monetario.

Si può quindi dire che la BOJ è il motel in cui si stanno rifugiando questi scarafaggi. Alla fine, praticamente ogni titolo del debito pubblico del Giappone finirà nel suo caveau senza tornare mai più indietro, ed a qualsiasi prezzo che raggiungeranno le obbligazioni data la follia della BOJ.

Sicuramente Kuroda passerà alla storia come il banchiere centrale più stupido di tutti i tempi. Ma nel frattempo sta contribuendo — insieme a Draghi, alla Yellen e al resto della combriccola di banchieri centrali — al caos assoluto nel mercato globale del reddito fisso.

Questi sciocchi sono riusciti a scatenare un movimento a tenaglia suicida tra i partecipanti al mercato obbligazionario: i trader fast money amanti della leva finanziaria sono a caccia di prezzi sempre più alti man mano che i titoli di stato sono diventati sempre più scarsi a causa delle offerte d'acquisto alimentate dalle banche centrali.

Allo stesso tempo, i gestori di fondi obbligazionari sono disperati, poiché temono di perdere il loro lavoro visto che sono costretti a rimanere seduti sul denaro senza poter andare a caccia di rendimenti decenti.

Questo è il motivo per cui il trentennale degli Stati Uniti ha prodotto un rendimento del 22% negli ultimi sei mesi. A dire il vero, non è affatto squallido visto che il suo rendimento attuale è solo del 2.25%.

L'articolo del Wall Street Journal di oggi intitolato, “35-Year-Old Bond Bull On It’s Last Legs”, cita un manager di fondi europeo che spiega il perché tutto sta andando in tilt:

Neil Dwayne, stratega globale presso Allianz Global Investors, sta ancora comprando. "Ogni analisi che facciamo sui mercati obbligazionari ci dice che sono strutturalmente sopravvalutati," ha detto. Ma sta comprando buoni del Tesoro in ogni caso. "Questo è quello che bisogna fare quando si hanno le valutazioni ridicole in Europa e in Giappone."

Precisamente. Questo pover'uomo sta acquistando un bond che odia perché Draghi e Kuroda lo hanno spinto verso ciò che equivale ad un angolo di $15,000 miliardi nel debito del mercato obbligazionario sovrano.

La fame di rendimenti decenti tra gli investitori in titoli a reddito fisso è ancor più evidente nel caso del Giappone. Come Zero Hedge ha dimostrato di recente, gli investitori giapponesi hanno freneticamente acquistato obbligazioni estere a ritmi da record, mentre continuano a setacciare il pianeta in cerca di rendimenti decenti.




Questa corsa planetaria per rendimenti decenti mette in testa a Janet Yellen il cappello da somaro somaro finanziario che merita.

Lei e il resto della sua combriccola continuano ad insistere sul fatto che i 90 mesi di ZIRP e $3,500 miliardi in acquisti di obbligazioni, non hanno prodotto valutazioni eccessive o bolle. Ma, di grazia, cosa pensa che stia accadendo nel mercato del Tesoro USA in questo momento?

Negli ultimi sette anni la FED ha fatto del suo meglio per portare i rendimenti del Tesoro degli Stati Uniti nel seminterrato della plausibilità economica. Ora le altre principali banche centrali stanno finendo il lavoro.

Oltre ai front-runner a Wall Street, ora abbiamo anche i gestori di fondi istituzionali provenienti da tutto il mondo che fanno la fila nel mercato obbligazionario degli Stati Uniti per inseguire l'ultimo rendimento positivo rimanente.




Inutile dire che questo non può andare avanti ancora a lungo. Come mostrato di seguito, il rendimento medio ponderato in tutto il mercato dei titoli di stato dei mercati sviluppati, è ora slittato a soli 40 bps. Al ritmo attuale di declino, l'intero mercato globale sarà nella zona sotto lo zero entro la fine dell'anno.




È letteralmente una corsa all'ultimo brandello di rendimento decente. Dopo tutto, stiamo entrando nella zona in cui il debito pubblico equivale a denaro gratis, e, di fatto, la Germania ha emesso nuovo debito decennale con un coupon negativo.

Solo negli ultimi tre anni le aste dei bund sono passate da massimi di tutti i tempi nel range del 2% fino all'attuale sotto zero.




Qualunque siano gli impulsi rimanenti verso la disciplina finanziaria, saranno presto estinti in un delirio di "elicotteri monetari". I venditori di fumo keynesiani, come Larry Summers, ci raccontano che ora è il momento per un'orgia di spesa per infrastrutture, miglioramenti sociali e altre cattedrali nel deserto, perché i tassi di finanziamento del governo non sono mai stati così bassi.

Infatti è vero. Il decennale USA ha chiuso pochi giorni fa con un rendimento dell'1.34% — il tasso più basso sin dal 1790!




Ma il professore, di grazia, come pensa che i rendimenti obbligazionari siano arrivati ​​a questi numeri ridicoli? E dopo un'orgia di spesa e indebitamento, cosa accadrà quando i tassi torneranno alla normalità?

Non l'ha mai detto.

Ma nel frattempo non ci sono solo i politici che si lasciano cullare dall'illusione del denaro fiat. La caccia a rendimenti decenti scatenata dalle banche centrali, s'è estesa in ogni angolo dei mercati a reddito fisso e dei mercati azionari di tutto il mondo. Quest'anno le emissioni di obbligazioni societarie USA hanno raggiunto un record di $1,700 miliardi — o il 55% in più rispetto al 2007. E questo è dovuto ad una sola ragione — i gestori obbligazionari sono disperati per ottenere rendimenti decenti e si muovono fuori lo spettro del rischio esattamente come hanno ordinato i nostri pianificatori monetari centrali.




Ecco il punto. Gli investimenti netti reali delle imprese negli Stati Uniti sono ancora il 10% al di sotto del livello ad inizio secolo. Di conseguenza questa massiccia raccolta fondi viene riciclata di nuovo nel mercato azionario sotto forma di riacquisti di azioni, fusioni & acquisizioni e altre manovre di ingegneria finanziaria.

Infatti, durante gli ultimi trimestri le aziende nell'indice S&P 500 hanno ributtato nel casinò di Wall Street il 125% del loro reddito netto sotto forma di dividendi e riacquisti d'azioni proprie. Ciononostante Janet Yellen e la sua allegra banda non vedono bolle.




Inutile dire che non c'è bisogno di un dottorato in econometria per capire come il grafico qui sopra riassuma tutta la storia.

Vale a dire, com'è possibile che l'indice S&P 500 possa essere scambiato con un livello degli utili registrati del 25X nel momento stesso in cui i deflussi di fondi si sono fortemente intensificati?

Negli ultimi sei mesi, infatti, i deflussi hanno persino superato i livelli visti dopo il bust 2001-2002.




Sì, gli acquirenti di ultima istanza sono i piani alti delle grandi aziende statunitensi. I nostri CEO e consigli d'amministrazione impazziti, non stanno facendo altro che mangiare il capitale delle loro aziende.

Ma alla fine la resa dei conti arriva sempre. Nel frattempo è utile contemplare il punto di partenza. Le finanze aziendali vengono saccheggiate a causa della corsa per rendimenti decenti alimentata delle banche centrali e da $13,000 miliardi di debito sovrano sotto lo zero che è stato emesso negli ultimi due anni.

Ma questa deformazione monumentale è così recente che sul mercato ancora non ci sono molti coupon a rendimento negativo. I rendimenti negativi sono prevalentemente un fenomeno di un solo mercato, ovvero, i $13,000 miliardi di obbligazioni sovrane — soprattutto in Giappone e Germania.

In breve, il mercato obbligazionario globale è diventato un vulcano di plusvalenze inesigibili. Ad esempio, i bund a lungo termine emessi quattro anni fa sono ora scambiati al 200%.

Eppure, anche se il sistema finanziario del mondo dovesse sopravvivere in qualche modo al caos attuale, il governo tedesco non potrà mai rimborsare più di 100 centesimi a dollaro.

Riuscite a sillabare "implosione obbligazionaria da migliaia di miliardi di dollari"?

Meglio se ci provate. Il suo arrivo è una certezza assoluta.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/