venerdì 26 maggio 2017

Controllo dei prezzi e propaganda





di Alasdair Macleod


La maggior parte degli economisti è d'accordo su una cosa: il controllo dei prezzi non funziona. Si dice che crei carenze di merci, che spinga inevitabilmente più su i prezzi nel mercato nero.

Il controllo dei prezzi è stato provato l'ultima volta negli anni '70, e tutti hanno giurato di non riproporlo mai più. Oggi chiunque proponga una cosa del genere viene preso per pazzo e deriso. Solo in Venezuela e Zimbabwe è possibile attuarlo.

Tuttavia la probabilità di una loro reintroduzione è maggiore di quanto si pensi generalmente, soprattutto ora che ci sono segni di un aumento dei prezzi. Finora i banchieri centrali hanno affermato che il raggiungimento del loro obiettivi d'inflazione al due per cento dell'IPC (già raggiunto negli Stati Uniti), è il segno che stiamo tornando verso la normalità economica. Sono anche fiduciosi di poter gestire il tasso d'inflazione dei prezzi, quindi non dovrebbe rappresentare un rischio. Ma in tutti i precedenti cicli economici il ritmo al quale i prezzi sono aumentati, è sempre stato al di là del controllo delle banche centrali. Questo articolo spiega il ruolo centrale della propaganda statistica, di cui i suoi promotori sono all'oscuro. Spiega anche come si manifesta l'evoluzione dell'inflazione. Inizieremo guardando a come i prezzi vengono ufficialmente registrati.



L'inutilità dell'IPC

Il primo dei quattro grandi errori dietro le statistiche dei prezzi sponsorizzate dallo stato, è l'applicazione delle medie. Non una sola persona sulla Terra acquista i prodotti nell'indice dei prezzi al consumo basandosi sulle proporzioni in cui sono inclusi in esso, né paga i prezzi presunti dall'indice stesso. Benvenuti nello strumento preferito dai macroeconomisti, la media. Le medie consentono loro di pianificare i prezzi per noi. Siamo stati tutti ridotti ad una media. In secondo luogo, i prezzi sono sempre storici e quello che abbiamo comprato ieri non è lo stesso di quello che compriamo oggi, ed è anche diverso da quello che compreremo domani. Prendere in considerazione numeri statici che stonano con un ambiente economico dinamico, distorce l'interpretazione dei mercati che invece si evolvono continuamente.

Poiché la tecnica della media permette agli economisti di presumere che l'economia sia statica e che non esistano più le singole persone, possono quindi volare con la fantasia. In nome del miglioramento, accogliamo con favore l'edonica. Ci viene detto che quest'ultima rappresenta un approccio logico per regolare i prezzi in base al miglioramento del prodotto; e se il prezzo di un prodotto aumenta, al margine la gente sceglierà un'alternativa più economica. Ancora una volta, questo concetto è imperfetto, perché qualcuno alle dipendenze dello stato pretende di sapere come io e voi valutiamo i beni ed i servizi che acquistiamo, e cosa ci fa scegliere tra di loro. E dato che allo stato piace sottolineare il successo nella gestione dei nostri affari, questo concetto inaffidabile può essere utilizzato per produrre un risultato desiderato.

L'errore più grande (ce ne sono altri, ma analizzeremo solo questo qui) è quello di classificare le nostre transazioni in categorie definite come consumi e non consumi. Quindi la persona o la commissione responsabile di ciò che viene incluso nell'indice, influenza il risultato.

Non sorprende quindi se l'IPC ufficiale sottostimi l'inflazione, perché gli econometrici dello stato hanno i mezzi affinché sia così. A poco a poco le distorsioni si accumulano, e nel corso del tempo la realtà viene lasciata indietro. Alla base di tutto questo processo, e che ci viene propinato come progresso della scienza, c'è solo propaganda. Basta ridurre il tasso d'inflazione dei prezzi per ottimizzare i nostri consumi. Basta ridurre il deflatore del PIL per convincerci che l'economia è in crescita. Basta ridurre il tasso d'inflazione dei prezzi per abbassare le passività delle prestazioni pensionistiche e previdenziali dello stato.

I tentativi imparziali che misurano l'indice d'inflazione mostrano un tasso di gran lunga superiore. Negli Stati Uniti il sito Shadow Stat di John Williams mostra un tasso vicino al 10% rispetto al 2.1% indicato dall'IPC ufficiale. La differenza è il cambiamento di metodo sin dal 1980. Lo conferma anche il cosiddetto Chapwood Index.

Immaginate se lo stato ammettesse un tasso più elevato! L'impoverimento delle masse, attraverso la perdita di potere d'acquisto dei loro salari e risparmi, diventerebbe evidente a tutti; e ciò condurrebbe a rabbia diffusa, malcontento e scioperi. L'economia finirebbe in una crisi prolungata. La FED finirebbe sotto considerevole pressione affinché aumentasse nettamente i tassi d'interesse, in modo da fermare un'inflazione dei prezzi fuori controllo. E lo stato finirebbe in palese bancarotta. Niente di tutto questo può essere confessato, nell'interesse nazionale, quindi suddetta propaganda diventa pienamente giustificata.

Ci sono tanti dollari depositati nel sistema bancario degli Stati Uniti, quantitativo raddoppiato ben oltre i $6,000 miliardi dopo la crisi Lehman. Se la popolazione arrivasse a capirlo, forse potrebbe smettere d'usare il denaro fiat. Questo è un rischio sempre presente in un mondo costituito da denaro scoperto, il quale è ostaggio della valutazione della popolazione e delle borse estere. Provate ad immaginare che cosa accadrebbe al dollaro se il popolo americano si rendesse conto che il suo potere d'acquisto si è deprezzato ad un tasso molto più veloce rispetto a quanto ufficialmente ammesso, mentre il tasso d'interesse di riferimento è stato soppresso a meno dell'1%.

Questo è il motivo per cui la propaganda statistica è diventata cruciale per la politica economica e monetaria. È anche il motivo per cui tutti coloro che prevedono un peggioramento delle prospettive dell'inflazione dei prezzi a partire da oggi, fraintendono come stanno veramente le cose. Gli analisti dovrebbero dire che ci si aspetta che il tasso dell'inflazione dei prezzi del dollaro aumenti a circa il 10%. È una cifra più precisa, ma molto più spaventosa di un'inflazione al 2%. La crisi dell'inflazione è già a buon punto, essendo stata nascosta per molto tempo. Ciò è dovuto interamente alla propaganda statistica.



L'esito inevitabile

Uno dei miti più antichi in politica recita che non si possono ingannare le persone per sempre e quando se ne accorgono ciò rischia di provocare un notevole malcontento. La domanda è: come accadrà?

Ci sono sostanzialmente due percorsi che ci conducono verso la distruzione monetaria, presumendo che prima non arrivi un evento come una crisi dell'Eurozona. Il primo percorso è relativamente semplice: le masse cominciano a smascherare la propaganda macroeconomica e danno via i loro soldi in cambio di merci. Questo ci porta direttamente al crack-up boom descritto da von Mises, in cui l'unica ragione per l'acquisto di merci è quella di scaricare la valuta senza valore. Il secondo percorso vuole che i tassi d'interesse vengano rialzati dalle banche centrali al punto in cui vanno ad innescare ​​insolvenze diffuse, portando ad una nuova crisi finanziaria. Quest'ultima verrebbe seguita da un salvataggio del sistema bancario che richiederebbe un altro giro di espansione monetaria. Una dose supplementare di credito potrebbe quindi rivelarsi la rovina finale della valuta. Di seguito esaminerò entrambi suddetti percorsi.



Le persone smettono di stare al gioco

La comprensione che le statistiche riguardanti l'inflazione non dicono il vero, è stata incarnata dal rifiuto anglosassone dello status quo politico nel 2016. La Brexit e l'elezione di Trump sono prove che le maggioranze silenziose nei due principali Paesi del mondo, sono ribollenti di rabbia e ci sono forti segnali di dissenso simile in tutta l'Europa. Le classi politiche stanno perdendo credibilità e non vengono più credute sulla parola, quindi questo processo di comprensione ha ancora vita lunga.

Non c'è dubbio che quest'anno l'inflazione dei prezzi ufficiale negli Stati Uniti aumenterà. I prezzi delle materie prime e dell'energia sono aumentati in modo significativo l'anno scorso, lo stimolo per la spesa al consumo mediante i tassi d'interesse a zero ha rafforzato il PIL nominale, ed i piani di Trump tra la spesa per infrastrutture ed i tagli fiscali condurranno quasi certamente a prezzi ancora più elevati per i consumatori degli Stati Uniti.

Come valuta di riserva mondiale, è il dollaro che conta di più, quindi dobbiamo guardare con attenzione all'America. Siamo tutti in attesa di vedere come evolverà la politica monetaria della FED. Se la FED intuirà che un tasso dei Fed Funds superiore al 2% rischierà d'innescare una crisi del debito, non andrà oltre tale livello. A questo punto il tasso ufficiale dell'IPC, che ha già raggiunto il target della FED, potrebbe salire al 4% e oltre. Diventerebbe sempre più evidente che i prezzi al consumo aumenterebbero ad un ritmo più veloce di quello catturato dalle statistiche ufficiali, perché le prove sarebbero innegabili. Ci sarebbe solo una possibilità per le autorità: perpetuare la propaganda dell'inflazione dei prezzi con l'introduzione di controlli sui prezzi, probabilmente spacciata come misura temporanea (ma sappiamo tutti che cosa significa).



Un altro sussulto nel ciclo del credito

Un secondo percorso vedrebbe l'aumento dei tassi d'interesse oltre il punto in cui s'innescherebbe una liquidazione del debito. Questo è quello che è successo nel 2007, 2000, 1989 e 1980, illustrato dai picchi in declino nel grafico qui sotto.




La FED pensa d'essere in grado di gestire il ciclo del credito ed evitare che ciò accada di nuovo, proprio come pensava in tutte le occasioni precedenti. Se il tasso d'inflazione ufficiale aumenta, e continuerà ad aumentare, la FED probabilmente alzerà i tassi d'interesse fino a quando non si verificherà una crisi del credito.

Prendiamo in considerazione le dinamiche alla base di questa inevitabilità. Lo stimolo del consumo, mediante tassi d'interesse nominali bassi, accelera man mano che i prezzi aumentano, perché i tassi d'interesse reali diventano più negativi. Comincia a prendere slancio la preferenza per l'acquisto di beni e spesa per servizi, rispetto al possedimento di una valuta in deprezzamento. Le aziende, vedendo l'espansione della domanda dei consumatori e l'aumento dei prezzi, aumentano la propria domanda di capitale a basso costo per investirlo nella produzione di beni, i quali dovrebbero essere venduti a prezzi più elevati. I banchieri diventano sempre più sicuri per quanto riguarda l'attività di prestito al punto in cui si trovano a competere per concederli. Fortunatamente per le banche, esse hanno consistenti riserve presso la FED da cui attingere.

La FED non può rimanere a guardare questa spirale nel consumo ed una fiducia economica che va fuori controllo, perché l'inflazione dei prezzi accelera. Se comprende i pericoli nell'aumentare i tassi al di là di un punto di non ritorno, la FED inizierà a parlare della necessità di controllare i prezzi "temporaneamente", in modo da calmare le acque. In caso contrario, il tasso dei Fed Funds sarà rialzato finché non avverrà una crisi bancaria e del credito.

In tal caso, la FED non avrà altra scelta che salvare le banche acquistando asset tossici su scala ancora maggiore rispetto alla crisi Lehman. I prezzi delle obbligazioni verrebbero fatti salire grazie ad un QE più massiccio, garantendo così il debito pubblico. Lo sappiamo perché in ogni ciclo del credito gli interventi diventano progressivamente più grandi, sempre più disperati e sempre più destabilizzanti.

Sappiamo anche che ogni volta che il pavimento del credito crolla sotto i nostri piedi e ci troviamo a cadere nell'ignoto finanziario, la FED interviene per lanciare quantità crescenti di denaro e credito nelle banche. Il trucco è sempre stato quello di riconquistare la fiducia sistemica, cosa che richiede propaganda riguardo la natura del denaro.

Credo che questo sia il risultato più probabile, in assenza di altri rischi sistemici più importanti. Che la gente comune scopra da sé la verità sul denaro scoperto, è invece meno probabile. La gente vuole credere alla propaganda del potere d'acquisto della moneta fiat, perché il pensiero contrario è troppo sgradevole da contemplare. I cambi esteri, dominati da banche autorizzate dalle autorità americane, potrebbero essere altrettanto lenti a capire d'essere vittime della propaganda finanziaria, o a causa della loro cultura o perché prendono istruzioni dalla FED. Ma non può essere esclusa una escalation d'inflazione dei prezzi in assenza di una posizione più ristretta da parte della FED. Alla fine i mercati, che rappresentano le azioni collettive degli individui, vincono sempre e teoricamente tale esito può verificarsi in qualsiasi momento.

Se ci troveremo ad affrontare o meno un deterioramento del potere d'acquisto delle valute fiat senza un ultimo spasmo del ciclo del credito, le autorità monetarie americane, con l'acquiescenza di quelle delle altre nazioni, hanno fatto affidamento sulla propaganda statistica per nascondere le conseguenze della realtà economica, accelerando lo svilimento della moneta fiat. Si tratta di un percorso che porta inevitabilmente alla scoperta della frode monetaria, ma non all'accettazione della colpa. Sarà accusato il libero mercato invece, ed è per questo motivo che gli stati molto probabilmente cercheranno di controllarli di più attraverso la soppressione dei prezzi.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


giovedì 25 maggio 2017

Il denaro dovrebbe essere abolito?





di Frank Shostak


Al World Economic Forum di Davos in Svizzera, Joseph Stiglitz, l'economista premio Nobel, ha parlato a favore di una graduale eliminazione delle valute e lo spostamento verso un'economia digitale.

Il punto di vista espresso da Stiglitz è simile a quello dell'ex-capo economista del FMI, Kenneth Rogoff, che per molti anni ha ripetuto l'urgente bisogno di eliminare il denaro dall'economia. Si ritiene che il contante fornisca supporto all'economia sommersa e favorisca l'evasione fiscale. Alcune stime suggeriscono che queste cifre possano arrivare fino a $700 miliardi negli Stati Uniti.

Il governatore della Banca d'Inghilterra — Mark Carney — ha espresso opinioni simili a sostegno dell'eliminazione del denaro contante.

Un'altra giustificazione per la sua eliminazione in tempi di crisi economica, recita che la corsa per accaparrare denaro contante non fa altro che aggravare la crisi — cioè, contribuisce all'instabilità economica agevolando il risparmio piuttosto che un aumento della domanda.

Altri argomenti vanno oltre, compresa la posizione che nel mondo moderno la maggior parte delle transazioni può essere risolta mediante il trasferimento elettronico di fondi. Il denaro nel mondo moderno è un'astrazione, o almeno così si sostiene.

Ma è vero che il denaro è un'astrazione?



L'emergere del denaro

Il denaro è emerso perché il baratto non poteva sostenere l'economia di mercato. Un macellaio che vuole scambiare la sua carne per la frutta, potrebbe non essere in grado di trovare un contadino che voglia la sua carne; e se quest'ultimo vorrebbe scambiare il suo raccolto per le scarpe, potrebbe non essere in grado di trovare un calzolaio che voglia la sua frutta.

La caratteristica distintiva del denaro è che incarna il mezzo generale di scambio. Si è evoluto dalla merce più commerciata.

Su questo tema Mises scrisse:

Esiste una tendenza inevitabile affinché le merci meno commerciate vengano scartate una dopo l'altra fino a quando non rimane una sola merce, la quale viene universalmente impiegata come mezzo di scambio; in una parola, il denaro.[1]

Allo stesso modo, Rothbard scrisse:

Proprio come in natura c'è una grande varietà di capacità e risorse, allo stesso modo esiste una varietà simile nella commerciabilità delle merci. Alcuni prodotti sono più richiesti di altri, alcuni sono più divisibili in unità più piccole senza che ne risenta il valore, alcuni sono più durevoli per lunghi periodi di tempo, alcuni sono più trasportabili lungo grandi distanze. Tutti questi vantaggi favoriscono una maggiore commerciabilità. È chiaro che in ogni società i beni più commerciati saranno progressivamente selezionati come mezzi per lo scambio. Dal momento che sono sempre più selezionati come mezzi di scambio, la loro domanda aumenta a causa di questo uso e così diventano ancora più commerciati. Il risultato è una spirale auto-rinforzante: più commerciabilità provoca un più ampio utilizzo come mezzo di scambio, il che provoca più commerciabilità, ecc. Infine, uno o due prodotti finiscono per essere utilizzati come mezzi di scambio generali — in quasi tutti gli scambi — e questi sono chiamati denaro.[2]

Dal momento che questo mezzo generale di scambio emerge in mezzo ad una vasta gamma di prodotti, il denaro è, in quanto tale, una merce.

Secondo Rothbard:

Il denaro non è un'unità astratta di conto, separabile da un bene concreto; non è un oggetto inutile buono solo per lo scambio; non è un "credito nei confronti della società"; non è una garanzia di prezzi fissi. È semplicemente una merce.[3]

Inoltre, secondo Mises: "Un oggetto non può essere utilizzato come moneta a meno che, nel momento in cui inizia ad essere usato come denaro, non possieda già un valore di scambio oggettivo basato su qualche altro uso."[4]

Perché? Secondo Rothbard:

In contrasto con le merci usate direttamente da consumatori o produttori, il denaro deve avere un prezzo pre-esistente su cui fondare una domanda. Ma l'unico modo in cui questo possa accadere è iniziando con un prodotto utile in presenza del baratto, e quindi aggiungere domanda per il mezzo di scambio oltre alla domanda precedente per uso diretto (ad esempio, per gli ornamenti, nel caso dell'oro).[5]

In breve, il denaro è quell'oggetto mediante il quale vengono scambiati tutti gli altri beni e servizi. Questa caratteristica fondamentale deve essere paragonata a quelle di altri prodotti. Per esempio, il cibo fornisce l'energia necessaria agli esseri umani, mentre i beni strumentali consentono l'espansione delle infrastrutture che a sua volta permette la produzione di una maggiore quantità di beni e servizi.

Attraverso un processo di selezione durato migliaia di anni, la gente ha scelto l'oro come moneta — come standard monetario. Nel sistema monetario di oggi, il cuore della massa monetaria non è più l'oro, ma monete e banconote emesse dalla banca centrale. Di conseguenza monete e banconote costituiscono lo standard monetario noto come denaro contante, il quale viene impiegato nelle transazioni. Beni e servizi vengono venduti in cambio di contanti.

In qualsiasi punto nel tempo, gli individui possono conservare il denaro nei loro portafogli, sotto i materassi, in una cassetta di sicurezza o depositati nelle banche. Depositando il denaro, una persona non rinuncia alla relativa proprietà. Nessun altro dovrebbe usarlo. Quando Giuseppe deposita il proprio denaro in una banca, egli continua ad avere una rivendicazione illimitata nei suoi confronti e ha il diritto di ritirarlo in qualsiasi momento. Di conseguenza questi depositi, chiamati depositi a vista, dovrebbero essere considerati denaro.

In qualsiasi punto nel tempo, parte dello stock di denaro viene depositato nelle banche.

Così se in un'economia le persone hanno $10,000 in contanti, allora l'offerta di moneta di questa economia è di $10,000. Ma se alcuni individui hanno accumulato $2,000 in depositi a vista, l'offerta di moneta totale rimarrà $10,000: $8,000 in contanti e $2,000 in depositi a vista. Nel caso in cui tutti gli individui depositano il proprio denaro contante nelle banche, allora l'offerta di moneta totale rimarrà sempre di $10,000 — tutto conservato come depositi a vista.

Le cose cambiano con una transazione di credito. Il credito comporta sempre l'acquisto di un bene futuro in cambio di un bene presente. Di conseguenza, in una transazione di credito, il denaro viene trasferito da un prestatore ad un mutuatario. Tali operazioni comprendono i depositi a risparmio. Questi sono essenzialmente dei prestiti alla banca. Con questi depositi il ​​prestatore di denaro (depositante) cede alla banca la sua rivendicazione per tutta la durata del prestito. Queste semplici operazioni di credito — vale a dire, prestiti che non vengono creati dalle banche come multipli dei fondi in deposito — non alterano la quantità di denaro nell'economia. Se Roberto presta $1,000 a Giuseppe, il denaro viene trasferito dal deposito a vista di Roberto, o dal portafoglio di Roberto, a Giuseppe.

Questi depositi a risparmio — a differenza dei depositi a vista — non dovrebbero essere considerati come denaro.



La digitalizzazione del denaro

La digitalizzazione del denaro cambia questo fatto?

La moneta elettronica non è denaro in quanto tale, ma un modo particolare di utilizzare il denaro esistente. Ad esempio, per mezzo di dispositivi elettronici Roberto può trasferire i suoi $1,000 a Giuseppe. Poteva anche trasferirli per mezzo di un assegno. Giuseppe, a sua volta, deposita l'assegno presso la sua banca. Dopo il cambio, il denaro viene trasferito dal conto di Roberto presso la Banca A al deposito a vista di Giuseppe presso la Banca B.

Si noti che tutti questi trasferimenti, per via elettronica, o per mezzo di assegni, possono aver luogo perché i $1,000 in contanti esistono fisicamente. Senza la loro esistenza fisica, non poteva essere trasferito niente.

Se Roberto paga per la sua spesa con una carta di credito, di fatto prende in prestito dalla società di carte di credito, come la MasterCard. Per esempio, se acquista $100 in generi alimentari utilizzando la MasterCard, è come se quest'ultima pagasse il droghiere. Roberto, a sua volta, dopo un mese, o prima, ripaga il suo debito con la MasterCard... in tutto o in parte. Ancora una volta, tutto questo non sarebbe stato possibile senza l'esistenza di denaro contante. Dopo tutto, che cosa è stato trasferito esattamente?

Il fatto che il denaro contante di per sé non sia stato utilizzato nell'esempio precedente, non significa che non ne abbiamo più bisogno. Al contrario, è il fatto stesso che esista che genera la possibilità di scegliere tra diverse forme di transazioni, quali i trasferimenti elettronici o digitali. Queste diverse forme di trasferimento non sono denaro in quanto tale, ma semplicemente un particolare modo di spostare il denaro. La merce sottostante utilizzata come mezzo di scambio è ancora rappresentata dai contanti — in un mondo digitale sono diversi solo i mezzi di trasferimento del denaro contante.

È importante sottolineare che nell'immaginario popolare la digitalizzazione del processo di trasferimento del denaro è stata fusa col "denaro digitale." Come dimostrato dal ragionamento logico qui sopra, si tratta di due cose diverse.



L'eliminazione del denaro — Il caso dell'India

Qualsiasi tentativo di rimuovere completamente i contanti — vale a dire, il denaro — implica la distruzione del mezzo di scambio e, in ultima analisi, dell'economia di mercato. Il recente esperimento in India per rimuovere le banconote di grosso taglio ha causato gravi danni. Verso la fine dello scorso anno il primo ministro Modi ha sorpreso il suo paese annunciando la messa al bando delle banconote da 500 e 1,000 rupie; circa l'86% di tutti i contanti in circolazione in India non era più considerata moneta a corso legale.

Qualsiasi politica volta ad eliminare gradualmente la liquidità al fine di fermare l'economia sommersa, ha l'effetto di impedire agli individui di usare il loro mezzo di scambio. Questo, tuttavia, è improbabile che abbia successo, poiché gli individui troveranno sempre vari altri beni o servizi da utilizzare come denaro.

Se le banconote a corso legale venissero vietate, allora la gente utilizzerebbe semplicemente qualcos'altro. La tesi secondo cui la rimozione del denaro contante eliminerà l'evasione fiscale e la criminalità, è davvero ingenua. L'evasione fiscale verrebbe ridotta se venissero eliminati gli incentivi che la stimolano — tasse alte.

Che dire invece dell'affermazione secondo cui l'esistenza del denaro contante permette "prelievi di denaro guidati dal panico" durante le crisi economiche, andando quindi ad aggravarle?

Il fatto che durante una crisi economica le persone corrano per ritirare i loro soldi, significa che hanno perso fiducia nel sistema bancario — forse per buone ragioni — e vorrebbero riavere indietro i loro soldi. La recente "crisi del debito" greca è un esempio da manuale, ed i depositanti avevano ragione a dubitare dello stato di salute delle loro banche.

Qui è necessario considerare la moltiplicazione del "denaro" in un sistema bancario a riserva frazionaria. Nel mondo moderno, le banche sono autorizzate — anzi incoraggiate — a prestare multipli dei loro fondi in deposito, cioè, creare denaro dal nulla. Quando questo accade, è effettivamente probabile che un ritiro in massa dei depositi possa provocare un effetto amplificato sull'economia attraverso il restringimento forzato del credito e successivamente un crollo delle attività economiche che si basavano su quel denaro creato artificialmente.

Ciò che è importante notare, tuttavia, è che il problema in questo caso non è l'esistenza del denaro contante, ma piuttosto la creazione artificiale di fondi aggiuntivi da parte delle banche commerciali attraverso prestiti a riserva frazionaria — perlopiù con il sostegno degli stati. Il denaro contante non causa crisi — il prestito a riserva frazionaria, sì.



Conclusioni

Indipendentemente dal livello di avanzamento tecnologico dell'economia, l'essenza del denaro non potrà mai cambiare — attraverso di esso scambiamo beni e servizi. È solo la (erronea) definizione di denaro come astrazione vuota che permette di concludere che il contante può essere gradualmente eliminato dall'economia senza ripercussioni dannose. Questo è quello che Stiglitz ha suggerito a Davos.

Ci sono altre questioni associate alla digitalizzazione dei flussi di denaro che giustificano tale commento.

In primo luogo, il passaggio obbligatorio dal denaro fisico al denaro depositato all'interno delle banche priverà la gente della privacy.

In secondo luogo, una volta che tutto il denaro viene trasferito nel sistema bancario, c'è il rischio che il controllo sul denaro venga progressivamente ceduto a tale sistema e agli stati che prosperano grazie ad esso.

In terzo luogo, in un mondo puramente digitale sarebbe impossibile prelevare denaro fisico qualora le persone credessero che la propria banca (o il sistema bancario nel suo complesso) fosse a rischio di collasso. Questo potrebbe potenzialmente bloccare le persone a bordo di una nave che affonda.

Il passaggio obbligatorio a contanti puramente digitali rappresenta un altro aspetto della crescente tendenza verso l'ulteriore centralizzazione del potere dello stato e il declino della libertà individuale.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


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Note

[1] Ludwig von Mises, The Theory of Money and Credit (Indianapolis, Ind.: Liberty Classics, 1980), p. 45.

[2] Murray N. Rothbard, What Has Government Done to Our Money? (Novato, Calif.: Libertarian Publishers, 1963), p. 3.

[3] Ibid., pp. 27–28.

[4] Mises, The Theory of Money and Credit, p. 131.

[5] Rothbard, What Has Government Done to Our Money?, p. 9.

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mercoledì 24 maggio 2017

Un'estate torrida e turbolenta per i mercati





di Lee Adler


Tra il 12 ed il 20 aprile del mese scorso, la FED ha versato $23.4 miliardi nei Conti Commerciali dei Primary Dealer, ammontare leggermente superiore ai $21.9 miliardi di marzo, la somma più piccola sin dal gennaio 2016. È stato un forte calo rispetto ai $41.6 miliardi di febbraio.

Potreste aver pensato che il quantitative easing (QE) fosse finito alla fine del 2014, e così è stato, ma la Federal Reserve ogni mese ha continuato ad aggiungere denaro ai mercati finanziari. Lo fa tramite gli acquisti di titoli garantiti da ipoteca (MBS). Li chiama "acquisti di sostituzione".

La FED è la banca delle banche, cioè la banca centrale. Sin dal 2009 ha incanalato migliaia di miliardi nel sistema bancario e s'è assicurata che questi soldi rimanessero nel sistema. Inoltre s'è assicurata che non diminuisse l'ammontare del denaro nel sistema. Lo fa ogni mese attraverso il suo programma di rimborso dei MBS.

I Primary Dealer, selezionati dalla FED, hanno il privilegio di operare scambi direttamente con la FED stessa, in quella che è la sua esecuzione della politica monetaria. Questo è essenzialmente l'unico mezzo attraverso il quale la politica monetaria viene trasmessa direttamente ai mercati mobiliari e poi indirettamente negli Stati Uniti e nel mondo. Gli unici mezzi che la FED utilizza nella trasmissione e nell'esecuzione della politica monetaria, sono gli scambi di titoli con i Primary Dealer.

Quando la FED compra MBS per sostituire quelli tolti dal suo bilancio, lo fa tramite i rapporti con i Primary Dealer. Compra MBS tramite contratti di acquisto a termine che sono tipicamente risolti nel mese successivo o in quello successivo ancora. La FED sta mantenendo ad un certo livello il suo bilancio, ma ogni mese pompa miliardi nei conti dei Primary Dealer come parte di tale processo.

I Primary Dealer negoziano un ampio spettro di titoli, tra cui gli MBS. Il loro maggiore cliente è la FED. Quando la FED li paga per acquistare i loro MBS, essi non solo possono sfruttare la leva finanziaria e comprare altri MBS, possono acquistare qualsiasi altro titolo che vogliono. Le azioni sono un loro veicolo preferito.

La FED paga i Primary Dealer quando risolve gli acquisti di MBS intorno alla terza settimana di ogni mese. Anche se la quantità di denaro nel sistema è perlopiù statica, la FED sta ancora pompando denaro nei conti dei Primary Dealer ogni mese. Questo ha un impatto non indifferente sul mercato azionario. Ovviamente non è l'unico impatto, ma è parte del gioco della banca centrale nel manipolare i mercati.




La FED detiene circa $1,800 miliardi di questi MBS sul lato degli attivi del suo bilancio. Tale ammontare dovrebbe diminuire ogni mese a seguito del flusso regolare dei pagamenti ipotecari. Tale flusso varia in base alle condizioni del mercato.

Quando vendete la vostra casa, l'acquirente utilizza i contanti di un nuovo mutuo per pagarvi e voi utilizzate tali soldi per pagare il vostro di mutuo. Tali mutui potrebbero essere parte di un bacino di MBS di proprietà della FED. Poiché i compratori di case ripagano migliaia di vecchi mutui ogni mese, le partecipazioni della FED in MBS diminuiscono.

Allo stesso modo, se rifinanziate il vostro mutuo, i fondi di quello nuovo andranno a ripagare quello vecchio. Anche l'attività di rifinanziamento comporta il saldo mensile degli MBS da parte della FED.

Quando i tassi ipotecari scendono, l'attività di rifinanziamento aumenta. Quando i tassi scendono costantemente a livelli bassi, come accaduto dal 2014 alla metà del 2016, l'attività di rifinanziamento va in boom e gli MBS in mano alla FED vanno via più velocemente. Allora la FED ha dovuto aumentare gli acquisti di sostituzione degli MBS. L'attività di rifinanziamento ha raggiunto il suo picco nel periodo luglio-settembre dello scorso anno, quando i tassi ipotecari sono arrivati ad un minimo intorno al 3.4%. Poi i tassi sono aumentati e l'attività di rifinanziamento s'è ridotta. Alcuni mesi dopo sono scesi anche gli acquisti sostitutivi di MBS della FED.

Quando i tassi ipotecari aumentano, l'attività di rifinanziamento rallenta e la quantità di MBS detenuti dalla FED si riduce solo col ripagamento dei mutui. La FED riduce quindi gli acquisti di sostituzione. Ironia della sorte, più i tassi aumentano, meno aiuto la FED può dare al mercato, perché i suoi acquisti di sostituzione diminuiscono.

Ogni mese la FED sostituisce gli MBS ripagati acquistando nuovi MBS per lo stesso ammontare. In tal modo, mantiene saldo il livello dei suoi attivi. L'altro lato di questa medaglia è che anche il livello di liquidità nel sistema bancario rimane ad un certo livello: le banche mantengono tale denaro sotto forma di riserve nei loro conti presso la FED.

Vi è un ritardo di 5-6 mesi tra il calo dei tassi ipotecari e l'aumento della liquidazione degli acquisti di sostituzione della FED. Con i tassi ipotecari che stanno scendendo dai livelli alti di questo mese, ci sarà un leggero aumento dell'attività di rifinanziamento. Ciò provocherà un aumento dei rendimenti degli MBS, che la FED sostituirà nel prossimo mese acquistando altri MBS dai Primary Dealer. Poi ci vorranno ancora un mese o due affinché tali acquisti vengano liquidati.

Per allora la FED potrebbe aver iniziato ad attuare la sua politica di "normalizzazione" del suo stato patrimoniale. È un bel modo per dire "ridurre" il bilancio. Per fare ciò la FED sta proponendo di portare a scadenza i suoi possedimenti di titoli del Tesoro USA e non rinnovarli. Propone anche di non sostituire i suoi possedimenti di MBS man mano che vengono ripagati.

Di conseguenza la FED preleverà indirettamente denaro dal sistema bancario e dai mercati, permettendo ai propri MBS di essere ripagati piuttosto che sostituiti. I suoi attivi si ridurranno e scompariranno le passività, sotto forma di riserve in eccesso, coperte da tali asset. Ci saranno meno soldi nel sistema bancario.

Attuando questa strategia lentamente e per diversi anni, la FED potrebbe essere in grado di evitare un crash del mercato. Uso la parola "potrebbe" per una ragione.

Qualsiasi restringimento degli attivi della FED aumenta le probabilità di un crash. Un restringimento lento e costante agirà come la tortura cinese della goccia d'acqua. Promulgherà un mercato orso nelle azioni ed è in questo contesto che tendono ad accadere i crash economici.

Goccia dopo goccia, infine il mercato viene spinto verso un panico finanziario.

Negli ultimi anni, dato che la FED ha iniziato a parlare di aumentare il tasso dei fondi federali, ho detto che sapremo che la FED sta davvero restringendo le condizioni monetarie quando inizierà a restringere il suo stato patrimoniale.

Il rialzo dei tassi d'interesse non interromperà una bolla, sarà invece la rimozione del denaro dal sistema che lo farà. Adesso la FED è nella fase di segnalazione: ne sta parlando. Quando la FED dice una cosa, in un modo o nell'altro alla fine la fa.

Wall Street sta già dicendo che non sarà una gran cosa. Non credeteci. Vendete.

Saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


martedì 23 maggio 2017

La futile fiducia di Trump nelle sue capacità di negoziazione

Possiamo riassumere il piano fiscale di Trump in un semplice modo di dire: avere la botte piena e la moglie ubriaca. L'abbassamento delle tasse per corporazioni e individui non genererà affatto quel flusso di entrate che ha in mente l'amministrazione Trump per sovvenzionare i suoi molteplici piani di spesa. Come ben sapete, questo spazio è a favore di una completa dismissione dell'apparato tributario e un azzeramento del carico fiscale che lo stato ha sulle spalle dei contribuenti. Ciononostante senza un deciso e sostanziale (se non totale) taglio della spesa pubblica, il piano fiscale di Trump non sarà altro che retorica da quattro soldi e dolore economico per i contribuenti americani. Questo è keyensismo con steroidi: enormi deficit, enormi spese, minori entrate. Ed è lo stesso Trump ad ammetterlo. Non ha nessuna intenzione di ridurre la grandezza dello stato, o per dirla come soleva dirla lui, non ha alcuna intenzione di bonificare la palude; ed eventuali tagli in alcuni settori saranno compensati da aumenti in altri (soprattutto per la difesa). In questo modo ci si aspetta un doppio" stimolo: attraverso la riduzione delle tasse e attraverso una maggiore spesa in deficit (es. pump priming). La teoria secondo la quale è necessaria la spesa pubblica per "stimolare" l'economia è stata smontata nel corso del tempo da vari autori della Scuola Austriaca. Il pump priming non fa altro che distorcere i segnali di mercato, togliendo risorse economiche scarse da consumatori ed imprenditori e mettendoli nelle mani di politici e burocrati. Di questo passo l'economia USA affogherà nella cosiddetta palude.
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di Gary North


Se per cinque nanosecondi avete creduto che Donald Trump avrebbe fatto passare qualche legge al Congresso, allora ve la state passando male.

Il voto sull'ObamaCare è stato rinviato di nuovo. L'ObamaCare è ora permanente. Trump non avrà mai abbastanza voti per sostituirlo con qualcos'altro, che sarebbe comunque peggiore. Questa mostruosità dovrebbe essere abrogata, non sostituita da una qualsiasi altra cosa. Una volta che i democratici fanno ingoiare a forza ai repubblicani una politica riguardo lo stato sociale, i repubblicani non la aboliscono mai. Gli elettori allungano le mani sui soldi dello Zio Sam e non tollereranno l'abrogazione della legge che dà loro accesso a tali soldi. In altre parole, gli elettori amano lo stato sociale benché ne possano beneficiare. Non c'è opposizione filosofica tra il popolo americano all'espansione della ridistribuzione della ricchezza statale.

Poi c'è il NAFTA. Trump ha imbastito la sua campagna elettorale sulla promessa di allontanare questo paese dalla schiavitù del NAFTA. Adesso invece Trump ha detto che rimarrà col NAFTA. Non farà altro che rinegoziarne alcune parti.

Questa legge era una mostruosità sin dal primo giorno. Rinunciare alla sovranità americana a vantaggio di un'organizzazione internazionale, è sempre una cattiva idea. Da un punto di vista filosofico, ottenere una soluzione migliore per quanto riguarda il NAFTA è una cattiva idea. Significa credere che sia possibile trasferire qualsiasi sovranità nazionale ad un'agenzia non eletta del Nuovo Ordine Mondiale. Un accordo migliore può sempre essere rinegoziato in seguito da un altro presidente per trasformarlo in un accordo peggiore. C'è solo un accordo da considerare: rinunciarvi. Ma tale accordo è ora fuori discussione.

Quindi i conservatori che pensavano che Trump avrebbe deciso di revocare l'ObamaCare, ora sanno che non sarà in grado di farlo. Non ha i voti al Congresso. I repubblicani al Congresso non hanno mai lo stomaco per abrogare qualsiasi cosa i democratici approvino. Altri conservatori, che riconoscono che il NAFTA è stato un disastro filosofico, ora sanno che non vedranno gli Stati Uniti fuori dal NAFTA.

L'ObamaCare non abbandonerà questo mondo. È un disastro economico e diventerà un disastro economico molto peggiore. I democratici verranno incolpati, ma non del tutto. Poiché i repubblicani hanno rifiutato due volte di abolirlo, ora sono invischiati anch'essi. La buona notizia è questa: quando i democratici torneranno al potere durante la prossima recessione, probabilmente non lo abrogheranno. Le loro impronte digitali sono dappertutto su questa legge. Nancy Pelosi l'ha spinta a forza alla Camera. L'ala sinistra dei democratici vuole un sistema in cui lo stato finanzia tutto, ma nel 2010 non c'è riuscita ad ottenerlo e non credo che ci riuscirà in futuro. I democratici potrebbero scoprire di avere i voti e potrebbero anche sostituire l'ObamaCare con qualcosa di molto peggio. Ma penso che rimarrà questa la legge.

Pensavo che Trump potesse portarci fuori dal NAFTA. Questa è stata l'unica cosa promossa nella sua campagna elettorale che ho pensato che avrebbe potuto attuare. Adesso ha fatto marcia indietro. Finge d'avere la capacità di rinegoziare pezzi della legge. Dubito che l'abbia mai letta. Si crede un negoziatore. In politica i negoziati non sono gli stessi di quelli nel mondo imprenditoriale. I criteri di successo sono diversi. I negoziati nel mondo imprenditoriale significano che le persone da entrambe le parti stanno cercando di fare soldi. I negoziati in politica significano che le persone da entrambe le parti stanno cercando di ottenere potere. Il NAFTA già fornisce potere ai non politici: il trasferimento di potere dai politici a burocrati anonimi che non sono eletti. Questo è ciò che vuole sempre il Nuovo Ordine Mondiale ed è quello che di solito ottiene.

Fintanto che i burocrati rimangono in controllo della politica, a meno che il NAFTA non venga abbandonato dal governo degli Stati Uniti, non interessa se Trump ottiene questo o quel punto rinegoziato. Il potere esecutivo sarà sempre nelle mani dei burocrati ed essi ignorano i politici, tranne in rare occasioni. I politici non sono al comando, ma lo sono i burocrati. Ecco perché il NAFTA è un disastro e rimarrà un disastro.

La Presidenza di Trump sta dimostrando chiaramente che non cambierà niente a Washington, a meno di un peggioramento se ci porta in guerra.

Ci sono due modi per ridurre il potere della burocrazia: tagliare i suoi bilanci (questo non viene mai fatto) ed abrogare la legge che ha creato l'agenzia (anche questo non viene mai fatto). Il potere del diritto amministrativo continua ad espandersi. Il Congresso è periferico una volta che una legge viene approvata.

L'ObamaCare sarà finanziato. I repubblicani non lo abrogheranno. Il NAFTA sarà finanziato. I repubblicani non lo abrogheranno.

I repubblicani al Congresso sono parte del sistema. Non c'è modo che Trump, o chiunque altro, possa indurli a votare contro lo stato sociale. Una volta che viene approvata una legge, i repubblicani non la abrogheranno. Hanno troppi elettori nei loro quartieri con le mani nella marmellata della ridistribuzione statale della ricchezza.

Trump non è impegnato dal punto di vista filosofico nel perorare la causa di uno stato limitato. Ci vorrebbe un presidente deciso dal punto di vista filosofico per abrogare l'ObamaCare e tirarci fuori dal NAFTA. Trump non è un presidente deciso dal punto di vista filosofico.

Quindi sedetevi e godetevi lo spettacolo. I media liberal odiano Trump, nonostante sia impotente. Amano Obama, nonostante il fatto che sia visibilmente ammanicato con Wall Street, come indica il suo discorso da $400,000.

Chiunque creda che la politica nazionale cambierà qualcosa, spenderà tutta la sua vita a sognare ad occhi aperti.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


lunedì 22 maggio 2017

La grande illusione dei tassi d'interesse





di Lee Adler


Ora che la FED è andata avanti e ha fatto quello che aveva detto avrebbe fatto il 15 marzo, la domanda è: che cosa ha fatto veramente la FED?

Ha assunto una posizione ristretta nei confronti del credito? No.

Ha ridotto le dimensioni del suo bilancio? No.

Ha diminuito il ritmo di crescita dell'offerta di moneta? No.

Ha rialzato i tassi d'interesse?

No.

Sì, ho proprio detto che la FED non ha rialzato i tassi d'interesse

Cosa voglio dire?

Aumentare i tassi d'interesse significa aumentare i costi dei fondi delle banche, cosicché queste ultime addebitino tassi più alti ai propri clienti.

Le banche fanno soldi quando l'ammontare degli interessi che possono chiedere sui prestiti, supera l'ammontare degli interessi che devono pagare ai depositanti (risparmi, depositi, ecc.) — il costo dei fondi.

Minore è il costo dei fondi, più soldi fanno le banche sui prestiti. E viceversa.

Ma la FED non ha affatto aumentato i costi dei fondi delle banche, li ha abbassati.

La FED ha semplicemente incrementato l'interesse sulle riserve in eccesso (IOER) che paga alle banche per i loro $2,700 miliardi in depositi di riserva presso la FED stessa.

L'IOER è una sovvenzione de facto che la FED paga alle banche per le migliaia di miliardi in depositi di riserva detenuti presso la FED stessa. Aumentandola, aumenta la sovvenzione in denaro alle banche.

Rialzare l'ammontare degli interessi che la FED paga su quelle riserve, non significa adottare una posizione più ristretta. Questo perché aumentare l'IOER non aumenta il costo dei fondi delle banche, lo abbassa.

Aumentare l'IOER non rende più difficile il prestito, lo facilita invece. Aumenta i profitti delle banche. Abbassando i loro costi e aumentando i loro profitti, aumentare l'IOER rende più facile il prestito, non più difficile.

In altre parole, sin da quando la FED ha iniziato il suo ciclo di rialzo dei tassi, non ha rialzato i costi bancari. Al contrario, la FED sta aumentando l'interesse che paga sulle riserve in eccesso.

In sostanza, la FED non sta adottando una posizione monetaria più ristretta. La sua è una posizione accomodante, ma i mercati non lo stanno capendo.

È come se la FED fosse l'ipnotizzatore e gli operatori nel mercato monetario fossero i soggetti di un grande esperimento d'ipnosi di massa.

La FED ha praticamente detto ai mercati: "Guardate fissa la spirale. Avete sonno, molto sonno. Ora credete che i tassi d'interesse stiano aumentando." Questo è stato quello che in sostanza ha detto il FOMC.

I trader ritengono che la FED abbia adottato una posizione monetaria più ristretta, quindi hanno agito come se il mercato fosse in realtà più ristretto.

Ma la posizione monetaria della FED è più allentata di quello che essa vorrebbe farci credere.

Non c'è stato alcun restringimento, perché la FED non ha rimosso un centesimo dalla quantità di denaro in eccesso che ha pompato nelle banche nel corso dei vari QE. Quel mucchio di soldi in eccesso significa che non ci sono restrizioni alla crescita dei prestiti, tranne la volontà dei mutuatari ovviamente.

Quindi, mentre la FED non ha affatto adottato una posizione monetaria più ristretta, i tassi si sono spostati a causa della potenza del suo suggestionamento.

Con migliaia di miliardi di soldi in eccesso parcheggiati presso la FED, questa può solo ricorrere alla suggestione.

Cosa farà la FED quando i mercati si sveglieranno? E come reagiranno i mercati alla realtà che la FED non controlla affatto i tassi d'interesse?

Le illusioni non durano per sempre.

Ma supponiamo per il momento che la FED abbia effettivamente rialzato i tassi: significa che la bolla smetterà di espandersi?

In realtà, no.

Nelle fasi iniziali e medie di un ciclo di restringimento del credito — dove siamo attualmente — tali rialzi non fanno nulla per ridurre i prestiti, o per frenare il fervore speculativo.

Infatti, in un contesto inflazionistico, il rialzo dei tassi comporta normalmente anche un aumento dei prestiti, una maggiore speculazione ed una maggiore inflazione!

Tutte cose che la FED pretende di frenare.

Il prestito speculativo non sarà limitato e, purtroppo, il rally del mercato azionario potrebbe rivelarsi più persistente. Alla fine ciò porterà solo ad un crollo più pesante.

Se non mi credete, posso dirvi che sono abbastanza vecchio da aver vissuto Wall Street sin dagli anni '70. Più di recente c'è stato l'ultimo ciclo di restringimento della FED dal 2004 al 2006.

Greenspan rialzò il tasso dei fondi federali dall'1% al 5%. L'indice dei prezzi al consumo (IPC) salì dall'1.6% ad un picco del 4.6% nel settembre 2005 e si mantenne al 3.5% fino alla fine del ciclo di rialzo dei tassi.

Si supponeva che l'aumento dei tassi d'interesse dei prestiti avrebbe rallentato la crescita del credito. Cos'è successo invece? È cresciuto più velocemente.

La crescita dei prestiti era a quasi il 7% all'inizio del ciclo di rialzo dei tassi. Alla fine del 2005 la crescita dei prestiti era in forte espansione ad un tasso annuo di oltre il 13%. Eravamo in mezzo alla più grande bolla del credito nella storia. Nel 2004 l'indice S&P 500 era intorno ai 1125 punti, all'inizio del ciclo di rialzo dei tassi. È salito ad oltre 1300 a metà del 2006, un aumento di circa il 16%.

Tanti saluti al fatto che rialzare i tassi restringa il credito, rallenti la speculazione, o riduca l'inflazione. Infatti è avvenuto proprio il contrario in quel periodo di 2 anni.

Tutti ricordiamo la Grande Bolla Immobiliare (da non confondere con l'attuale grande bolla — minore entità). Secondo la Federal Housing Finance Agency (FHFA) i prezzi delle case sono stati gonfiati a livello nazionale di circa il 17% in quei due anni. E la metodologia del FHFA sottostima il tasso di aumento. I mercati in bolla salirono del 25-30% l'anno!

Quindi non dobbiamo tornare agli anni '70 per sapere che rialzare i tassi d'interesse non rallenta l'inflazione e non rallenta il tasso dei prestiti. Lo abbiamo appreso molto bene dall'esperienza 2004-2006. Inoltre abbiamo anche appreso che rialzare i tassi d'interesse, non rallenta le bolle speculative.

Infatti i tassi non sono mai stati punitivi durante la Grande Bolla Immobiliare, come invece accadde con Paul Volcker nei primi anni '80. Nel 2006 i prezzi delle case erano ancora in crescita ad un tasso ben al di sopra del tasso dei fondi federali. La Bolla è morta a causa di troppo credito tossico. Il sistema finanziario si è schiantato, perché aveva prestato fraudolentemente troppo denaro sotto falsi pretesti.

Una volta che divenne evidente che erano stati creati troppi debiti, il sistema finanziario è crollato. Ma non a causa dei tassi d'interesse elevati.

Quindi l'idea che il rialzo dei tassi da parte della FED possa frenare la speculazione, ridurre i prestiti e mantenere sotto controllo l'inflazione, è semplicemente assurda. Rialzare i tassi senza effettivamente restringere il credito, proprio come in passato, potrebbe fare l'esatto contrario.

Due cicli non sono mai esattamente uguali, ma se il passato è il prologo, questo ciclo di rialzo dei tassi comporterà un aumento della quantità di prestiti speculativi.

È troppo presto per dire come si evolverà la situazione e come risponderanno i mercati finanziari. Sospetto che andrà a finire male, perché il tutto si basa su una frode perpetrata dalla FED.

Finora i trader nel mercato monetario sono saliti a bordo, ma le pressioni della realtà presto si intrometteranno dissolvendo l'illusione.

Saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/