venerdì 21 luglio 2017

Etica del lavoro e l'arte dell'essere insostituibili





di Francesco Simoncelli


Il tempo stringe, ma la maggior parte delle persone non se ne rende conto, confidando di poter rimandare nel tempo gli obblighi che si ritrova davanti. Quando si è giovani, infatti, si tende a guardare al tempo in modo diverso. Si è orientati al presente. Si pensa, quindi, di avere tutta la vita davanti per decidere circa questioni importanti. In un lampo passano 10 anni e ci si ritrova di nuovo con queste scelte pendenti che richiedono una decisione. Sono pochi i giovani che comprendono il valore effettivo del tempo, ovvero, sono pochi i giovani orientati al futuro. Qualcuno riesce ad essere l'eccezione a questa regola quando coltiva i propri talenti in giovane età, ma è davvero raro vedere una cosa simile riguardo il denaro.

Il tempo è una componente importante della nostra vita. Prima impariamo questa lezione, prima possiamo sfruttare questa conoscenza per diventare ricchi passo dopo passo. Poco a poco. È questa la strategia per sedimentare una consistente quantità di denaro per vivere i nostri anni di pensione nel modo più sereno possibile. Questa bassa preferenza temporale, la quale predilige un accumulo di capitale lento e costante nel tempo, tiene conto di come la parsimonia giochi un ruolo fondamentale nella nostra vita, a differenza di un'alta preferenza temporale che invece richiede soddisfazioni immediate. La prima è una visione orientata al futuro, la seconda orientata al presente.

Quella persona che è disposta a posticipare le spese presenti in cambio di guadagni futuri, avrà a disposizione la possibilità di poter accumulare capitale e si ritroverà in una posizione di vantaggio. Colui che invece preferirà spendere adesso, negherà a stesso la possibilità di guadagni futuri. Al di là di qualsiasi investimento (azzeccato o meno), l'accumulo di capitale è la strategia che ha permesso agli individui di sperimentare quella crescita sensazionale che ha aperto all'Occidente le porte del benessere. Il XIX secolo è stato stupefacente per la crescita dell'essere umano, in un batter d'occhio le classi più povere si ritrovavano a poter accedere a beni che  in precedenza erano accessibili solo alle classi privilegiate. Fu, in sostanza, l'accumulo di capitali ad influire su questa trasformazione della società, i quali misero a disposizione delle persone gli strumenti per avere successo nella vita.

Sebbene sia un requisito cruciale, non basta solo questo. Per avere successo ed avere denaro c'è bisogno di un piano, disciplina e passione. Perché? Perché quando si parla di denaro la maggior parte delle persone è orientata al presente. È scarsamente interessata a risparmiare. È scarsamente interessata a rispettare i piani. C'è bisogno di auto-disciplina; c'è bisogno di una conoscenza di cosa si sta facendo. Quest'ultima caratteristica non è così largamente diffusa come qualcuno può pensare. La scuola, ad esempio, insegna tante cose tranne quelle di base: configurazione del proprio scopo e gestione del tempo. Essenziali nella vita, ci aiutano a far germogliare le nostre capacità in modo da poter essere il più affidabili possibile. La divisione del lavoro, infatti, è stata la quintessenza del nostro successo come specie, elevando in tal modo i nostri standard di vita mentre elevavamo le nostre capacità. Divisione del lavoro significa anche responsabilità. Significa potersi fidare del prossimo. Significa assegnare un compito ad un individuo ed aspettarsi che egli lo porti a termine nei termini temporali e pecuniari concordati.

Malgrado queste parole possono sembrare banali, la maggior parte delle persone la maggior parte delle volte fallisce nell'adattarsi a queste aspettative. Soprattutto ad una: svolgi un compito senza essere monitorato e senza che ti venga ricordato. Gli impiegati sotto i 30 anni falliscono spesso nel conformarsi a questa aspettativa. Qualunque giovane, invece, soddisferà i requisiti sopra elencati, avrà un netto vantaggio rispetto ai suoi pari. Sarà difficile competere con lui. Se poi ci aggiungiamo la passione, abbiamo un cocktail esplosivo che renderà la persona in questione non solo determinata, ma anche non rimpiazzabile.

Potete scordarvi di apprendere tutto ciò su un banco di scuola. Potete scordarvi di apprendere tutto ciò in una qualsiasi aula universitaria. Le normative statali precludono ai giovanissimi di accedere al mondo del lavoro fino all'età di 18 anni. A quel punto la maggior parte dei ragazzi ha in mente principalmente concludere la propria carriera scolastica. Non ha un'etica del lavoro. Non ha sviluppato una sensibilità alla pratica. Inoltre ci sono le normative statali assurde che scoraggiano le aziende ad offrire lavoro a chi ha poca pratica e dimestichezza col mondo del lavoro, per non parlare di offrire una paga "eccessivamente" bassa. In questo contesto i giovani, non avendo sviluppato un'etica del lavoro e non avendo coltivato il proprio piglio imprenditoriale, si ritrovano in balia degli eventi, scoprendo d'aver studiato per niente.

E se hanno contratto debiti per poter studiare? Sarà molto più dura emanciparsi dalla famiglia e crearne una loro.



SOVRABBONDANZA DI DIPENDENTI, CARENZA DI IMPRENDITORI

Ogni volta che lo stato s'intromette nelle meccaniche del mercato, alterando una determinazione onesta dei prezzi, esso crea carenze e sovrabbondanze artificiali. Come cerca di risolverle? Con gli stessi strumenti che hanno creato il problema in primo luogo. Di conseguenza non sorprende se sin dal 2008, ad esempio, il mercato del lavoro nei vari Paesi del mondo sia diventato ingessato a causa di una selva intricata di normative e controlli dei prezzi. Le promesse politiche si basano principalmente sulla creazione di posti di lavoro, ma la domanda è: che tipo di lavori? Sono utili? Nessuno se lo chiede. Ma nel frattempo le risorse economiche scarse vengono sprecate, e in quanto scarse, non possono essere replicate dal nulla.

L'insostenibilità di tale situazione porterà la società a dover affrontare un dilemma che ormai pende sulla sua testa da molto tempo: reinventarsi oppure depletare completamente il bacino della ricchezza reale? A livello micro, è lo stesso dilemma che deve affrontare un qualsiasi lavoratore. La passività con cui si affaccia al mondo del lavoro, non gli permette di percorrere strade alternative a quella del dipendente. Questo fondamentalmente perché la scuola dell'obbligo trasmette all'alunno obbedienza, mentre smorza la creatività e la produttività. Al contrario, il mondo del lavoro premia la creatività e la produttività, perché diversamente della soddisfazione di regole arbitrarie ed evanescenti ne esiste una fondamentale che nessuno può cambiare: si è creato valore?

Il consumatore è il re, di conseguenza creare valore ed anticipare quanto più accuratamente la sua domanda diventa lo scopo fondamentale alla base delle produzione. C'è bisogno di flessibilità, quindi, non rigidità. E ciò si rispecchia anche nella conduzione del lavoro, poiché non rispettare la flessibilità significa perdere denaro e questo a sua volta significa fallimento. Il licenziamento fa parte del gioco, ma anche la possibilità di abbandonare un lavoro che non rappresenta adeguatamente la propria indole produttiva. La scuola, invece, non permette agli alunni di abbandonarla. L'uso della forza è rigidamente concepito per affossare l'individualità e fondere la personalità degli alunni in quella che può essere definita una mentalità da branco.

Cosa c'è da scoprire durante una lezione? Qual è lo stimolo per gli studenti a migliorarsi a parte prendere un buon voto? Che dire di quelle materie che stonano con l'indole di determinati studenti? Impossibile rinunciarvi e sebbene esso eccella in altri campi, quelli in cui non è brillante lo penalizzano oltremodo togliendo tempo a quei campi che più s'intonano con la sua curiosità. La scuola non ricerca il miglioramento, ricerca la standardizzazione. Non è una questione di "lasciare indietro" chi ha difficoltà, è una questione di permettere ad ogni individuo di occupare quella nicchia che più si adatta alle proprie esigenze e capacità. Rompere gli schemi non è concepito all'interno delle aule scolastiche, mentre invece è altamente remunerato all'interno del mondo del lavoro e delle imprese. Pensare all'impensabile e scommetterci non è tollerato nelle scuole, sarebbe come un insulto nei confronti degli insegnanti e delle regole.

Non è concesso uscire dai margini, sviluppare le proprie abilità e metterle a disposizione del prossimo. Tutte le abilità devono essere vagliate dagli insegnanti e messe a loro disposizione, come se una sola persone fosse tanto onnisciente da decretare in una manciata d'anni le capacità reali di un singolo individuo. Infatti loro travisano il loro ruolo. Non fungono da guida, bensì da comandanti supremi di un ordine di dubbia utilità.

Fortunatamente non tutte le scuole sono così. Le scuole parentali, o homeschooling, e le scuole Montessori, ad esempio, rappresentano una valida alternativa al lugubre ambiente incarnato dalla scuola pubblica obbligatoria.



SIETE SPACCIATI?

Sebbene la scuola dell'obbligo faccia enormi danni per quanto riguarda l'etica del lavoro degli individui, coloro che escono da suddetto tritacarne non sono spacciati. Bensì, seguendo i consigli forniti in questo articolo, possono riprendere in mano le redini della loro vita e trasformare una situazione potenzialmente irreparabile in qualcosa di più interessante ed entusiasmante. È chiaro che sia impossibile sviluppare un'esperienza lavorativa leggendo semplicemente un articolo, è invece possibile sviluppare una mentalità che acceleri il processo di apprendimento. In primo luogo, come si diceva nella sezione precedente, il lavoro rappresenta uno scambio: il lavoratore pone maggior valore sui soldi con cui viene pagato, mentre l'imprenditore pone maggior valore sul lavoro dei lavoratori piuttosto che sul denaro con cui li paga (perché ritiene di poterne fare di più in seguito una volta che la sua idea prenderà forma).

È una questione di soggettività, e laddove le volontà di entrambe le figure di mercato (lavoratore e imprenditore) si intersecheranno, avremo come risultante un accordo. Il lavoratore lavorerà per una determinata paga e l'imprenditore si impegnerà a fornirgliela in cambio dei suoi sforzi. Alla base di questo processo c'è fondamentalmente una regola: creare valore affinché si possano soddisfare al meglio i desideri dei consumatori. Quindi un lavoratore, se vuole veder aumentare la propria paga, deve impegnarsi a contribuire maggiormente alla creazione di suddetto valore. Più la propria produttività, e quindi il proprio ruolo all'interno dell'azienda, diventa cruciale, più si diventerà indispensabili e difficili da sostituire, più si otterrà una paga maggiore.

A tal proposito, infatti, è meglio iniziare accettando paghe basse. Non solo perché la propria esperienza è ai minimi ancora, ma perché in questo modo c'è più possibilità di essere assunti. Inoltre questo aspetto permette al lavoratore di venire classificato tra i ranghi bassi dello staff, così nel caso di tagli è più probabile che mantenga il lavoro. Ma più di tutto una paga bassa vi permette anche di tenere inizialmente bassi i vostri standard di vita, in modo da poter accettare più a cuor leggero eventuali nuovi lavori che possono offrire una prospettiva migliore.

Poi è importante stimolare la propria creatività. Farsi venire idee. Ricordo quando ero un ragazzino e il pomeriggio mio padre doveva portarmi con sé all'officina in cui lavorava. Spesso la noia s'impadroniva di quei momenti, rimanendo a ciondolare su uno sgabello. Ciononostante non mi sfuggiva il fatto che lui, indaffarato con le varie cose da fare, ogni tanto aveva difficoltà a fare tutto da solo. Allora la prima cosa che feci fu guardare come completava i lavori più semplici. In seguito, quando mi lasciava "a guardia" dell'officina perché aveva questioni da sbrigare fuori città, io prendevo la palla al balzo e lo aiutavo in quei compiti più semplici e che gli avrebbero portato via tempo prezioso per compiti più complessi.

Certo, all'inizio sbagliavo, ma piano piano appresi i rudimenti alla base di quei compiti. Man mano che acquistavo abilità, passavo anche ad altro (es. spazzare per terra, mettere in ordine gli attrezzi da lavoro, ecc.). Più mi guardavo intorno, più vedevo che c'erano nuove cose da fare. Questo perché le cose da fare sono infinite, e scovarle stimola il proprio piglio imprenditoriale. Non solo, ma permette agli individui di inserire nel proprio bagaglio lavorativo abilità che in futuro potrebbero tornare utili. Oltre all'atteggiamento mentale, si acquisisce anche praticità in campi diversi.

Oltre a ciò, mettiamo che veniate promossi. A chi dovete il vostro successo? Interamente a voi stessi? Assolutamente no. La migliore "arma" con cui l'essere umano è sopravvissuto alle avversità della natura ed è prosperato, è stata la cooperazione. Questo significa che una eventuale promozione dipende anche dai colleghi. Mantenere buoni rapporti ed essere accondiscendenti con loro significa coltivare la propria possibilità di avere successo. Non c'è cosa peggiore che essere promossi e ricoprire un ruolo solo per il titolo e non per merito. Infatti il corollario alla precedente regola, soddisfare il cliente, è il seguente: soddisfare le esigenze dei colleghi. Essere rispettati ed apprezzati è cruciale in un ambiente lavorativo, perché questo crea sinergia tra gli individui e in questo modo è possibile migliorare esponenzialmente la produttività dell'azienda.

Quindi val la pena ricoprire un ruolo inferiore nell'azienda, ma nel frattempo intessere buoni rapporti col resto dei lavoratori. In questo caso, dopo un'eventuale promozione, potrete contare su un gruppo affiatato di lavoratori. Purtroppo, però, le cose non vanno sempre così e spesso il proprio successo può essere causa d'invidia o risentimento. In questo senso è sempre meglio avere un occhio al mercato, in modo da avere opportunità nel caso in cui le cose andassero male, senza adagiarsi completamente su un singolo lavoro. Nel malaugurato caso in cui si arrivasse al licenziamento, non mostrate rabbia o risentimento. Anzi, ringraziate per l'opportunità avuta e per le cose apprese.

La maggior parte delle volte non ci si aspetta una reazione simile e potreste "sfruttare" i dirigenti per ottenere buone referenze altrove. Se il motivo deriva dall'invidia altrui, allora un atteggiamento magnanimo potrebbe mettere in discussione la decisione dei dirigenti. Qualunque sia la ragione non è la cosa peggiore che vi possa capitare, in realtà, è un'occasione per mettersi alla prova.

Questo vuol dire coltivare uno dei capitali più preziosi e scarsi al mondo: il capitale umano. Val la pena prendersene cura e riversarci tempo, forze ed energie. È una delle cose più importanti della vita, non solo per ottenere un buon lavoro, ma soprattutto per diventare una persona straordinaria nel processo.



CONCLUSIONE

Quanto prima riuscirete a sviluppare un'etica del lavoro, tanto velocemente diventerete una risorsa preziosa per le imprese che cercheranno lavoratori. Questo perché la produttività sarà una spinta automatica, insita nella vostra indole; la ricerca dell'eccellenza non vi porterà via un solo minuto di sforzo, permettendo al desiderio di migliorarsi di diventare il perno della propria insostituibilità.

Apprendere, affinare e fare propria questa etica è la cosa migliore che potete coltivare durante la vostra vita. Non importa quale sia il tipo di lavoro svolto, essa si applica a tutti. In questo modo avrete un vantaggio rispetto ai vostri colleghi o agli imprenditori concorrenti. I rendimenti, sia dal punto di vista umano che dal punto di vista pecuniario, saranno sensazionali.


giovedì 20 luglio 2017

Inizia lo show di bitcoin





di Douglas French


Il guru del mondo degli investimenti Bill Miller e suo figlio, Bill Miller IV, prospettano un mercato toro per bitcoin, credendo che la moneta digitale il cui prezzo è aumentato quest'anno è destinata ad essere rivoluzionaria.

"È veramente rivoluzionaria ed una vera innovazione nel campo monetario", ha detto Miller alla CNBC. "Non lo abbiamo visto da migliaia di anni".

Tutto è influenzato da questa tecnologia, in particolare la qualità dei soldi che usiamo.
Il sogno di F. A. Hayek di valute concorrenti è proprio qui di fronte ai nostri occhi. L'elenco delle criptovalute si allunga di giorno in giorno, con la notizia più importante definita da Bloomberg come la guerra civile di bitcoin.

"La volatilità già nota della criptovaluta, il cui salto del 150% quest'anno ha affascinato tutti dai banchieri di Wall Street alle nonne cinesi, potrebbe essere destinata ad uno dei suoi tratti più turbolenti", scrivono Lulu Yilan Chen e Yuji Nakamura.

Campi d'opinione opposti stanno discutendo da un paio di anni e "sono pronti ad adottare due aggiornamenti software concorrenti alla fine del mese", aumentando la possibilità di dividere bitcoin in due, "un evento senza precedenti che invierebbe onde d'urto in tutto il mercato da $41 miliardi".



Chi decide?

Non c'è una figura paragonabile a quella di Janet Yellen nel mondo delle criptovalute per placare questo tipo di polverone monetario. La decentralizzazione rappresenta i petali del fiore delle criptovalute, ma questa battaglia tra i minatori e quello che è conosciuto come Core, un gruppo di sviluppatori, è spinosa e nessuno sa come andrà a finire.

I minatori moderni di bitcoin hanno acri di spazio con computer che creano monete. I minatori vogliono semplicemente che venga aumentato il limite di dimensione dei blocchi. Gli sviluppatori "insistono che per facilitare il traffico sulla blockchain, alcuni dei suoi dati devono essere gestiti fuori dalla rete principale. Affermano che ciò non solo ridurrebbe la congestione, ma consentirebbe anche lo sviluppo di altri progetti in bitcoin, compresi gli smart contract".

La dimensione limitata dei blocchi protegge l'integrità del sistema, ma ha diminuito la funzionalità e la capacità di competere come processore di pagamento.

Chen e Nakamura scrivono:

Dietro il conflitto c'è una divisione ideologica sulla legittima identità di bitcoin. La comunità ha ampiamente dibattuto se la criptovaluta dovesse evolversi per attirare le grandi società e diventare più attraente per i grandi capitali, o fortificare la sua posizione come un faro libertario; se dovesse agire più come una merce, come l'oro, o come un sistema di pagamento.

Questa divisione nel mondo di bitcoin andrà a testare la teoria di Hayek:

In questa condizione il valore della moneta emessa da una banca non sarà necessariamente influenzato dall'offerta di altre valute emesse da istituzioni diverse (private o statali). E dovrebbe essere nel potere di ciascun emettitore di una valuta regolarne la quantità in modo da renderla più accettabile agli occhi del pubblico e la concorrenza lo costringerebbe a farlo. Infatti saprebbe che la pena per non aver soddisfatto le aspettative sarebbe la perdita immediata del business. L'appagamento altrui sarebbe un'avventura molto redditizia e il successo dipenderebbe dalla creazione di credibilità e fiducia con le quali la banca sarebbe in grado di realizzare le proprie intenzioni dichiarate. In questa situazione la pura volontà di guadagno produrrebbe una moneta migliore di quanto lo stato possa mai fare.

Hayek continuò:

La concorrenza tra le banche sarebbe molto intensa. Per una decisione così importante per le imprese, quale valuta utilizzare in contratti e conti, tutte le informazioni possibili verrebbero fornite quotidianamente sulla stampa finanziaria e fornite dalle banche stesse. Infatti quello sfortunato banchiere che fallisse nel fornire risposte necessarie per garantire la salvaguardia del valore della moneta che emette, verrebbe rincorso fino alla fine del mondo.

Il baccano all'interno del mondo di bitcoin ha portato ad un aumento del prezzo di ethereum, "una criptovaluta più recente la cui popolarità è salita grazie alla sua capacità di gestire smart contract ed al suo approccio più aziendale".

Bloomberg fornisce un calendario dello show.

  • 21 luglio: il software SegWit2x viene rilasciato e i sostenitori iniziano ad usarlo.

  • Dal 21 luglio al 31 luglio: la comunità monitora quanti minatori implementano SegWit2x. Se più dell'80% lo distribuisce in modo coerente, ciò dovrebbe segnalare l'adozione di SegWit in tutta la comunità e l'evasione di una divisione, almeno per ora; ma se non viene raggiunta una maggioranza, aspettatevi un'ansia montante all'interno della comunità fino al 1° agosto.

  • 1 agosto: UASF viene distribuito dai suoi sostenitori, i quali iniziano a verificare se le transazioni in bitcoin sono conformi a SegWit. Se la maggior parte dei minatori ancora non distribuirà SegWit2x, o altrimenti accetta SegWit, e se i sostenitori di UASF non si fanno indietro, allora potremmo vedere la nascita di due blockchain di bitcoin: un supporto UASF dove vengono riconosciute solo le transazioni SegWit e un altro dove vengono riconosciuti tutti i trade -- SegWit e non SegWit; se si verificherà una suddivisione, il bitcoin inizierà probabilmente ad esistere in entrambe le blockchain in parallelo. Aspettatevi che i trader inizino a riesaminare rapidamente il valore di entrambi, probabilmente portando ad una massiccia volatilità.

Tutto questo vi suona spaventoso? Ancora più spaventoso perché nessuno è al comando?

Ecco la più grande di tutte le ironie: dovrebbe tranquillizzarvi sapere che non c'è nessuno al comando. Ciò rende molto più probabile una risoluzione pacifica. Il sistema monetario in cui c'è solo un'agenzia al comando ha portato a guerre, depressioni, rivoluzioni e devastanti crolli economici.

Forse è il momento di provare un altro modo. E sebbene tutto questo possa far suonare tanti campanelli d'allarme nella vostra testa, lo preferisco alle riunioni di gente con un ego gonfiato che prende decisioni basandosi su una conoscenza non dimostrata e che pensano sia meglio per voi e per me.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


mercoledì 19 luglio 2017

La cospirazione dorata





di James Rickards


Esiste una manipolazione dei prezzi dell'oro? Assolutamente sì. Non c'è dubbio. Non è solo un parere.

Ci sono prove statistiche, oltre a prove aneddotiche e prove forensi. Le prove sono molto chiare, infatti.

Ho parlato ai membri del Congresso. Ho parlato con le persone nell'intelligence, nella difesa, personale anziane nel FMI. Non mi piace fare dichiarazioni forti senza avere prove convincenti e le prove sono tutte lì.

Ho parlato con un statistico che lavora per uno dei più grandi hedge fund del mondo. Ha esaminato i prezzi d'apertura al COMEX (il mercato primario dell'oro) ed i prezzi di chiusura per un periodo di dieci anni. È rimasto stupito.

Ha detto che è stato il caso più lampante di manipolazione che aveva mai visto. Ha detto se entraste in questo mercato dopo la chiusura e vendeste ogni giorno prima dell'apertura, fareste profitti senza rischio.

Ha detto che dal punto statistico è impossibile, a meno che non ci sia una manipolazione in atto.

Ho anche parlato con la professoressa Rosa Abrantes-Metz presso la New York University Stern School of Business. È l'esperto leader sulla manipolazione dei prezzi. In realtà testimonia i casi di manipolazione dell'oro che stanno accadendo proprio oggi.

Ha scritto una relazione che ha raggiunto le stesse conclusioni. Non è solo un'opinione, non è solo una teoria della cospirazione. Stiamo parlando di uno statistico ed un avvocato esperto di mercati che hanno raggiunto la stessa conclusione.

Da dove arriva la manipolazione?

Ci sono un certo numero di sospetti, ma non c'è bisogno di guardare oltre la Cina.

La Cina vuole fare ciò che gli Stati Uniti hanno fatto: rimanere con uno standard di carta, ma rendere la propria moneta abbastanza importante nel mondo della finanza e del commercio per dare alla Cina una leva sul comportamento di altri paesi.

Il modo migliore per farlo è aumentare il suo potere di voto al FMI e includere lo yuan nel paniere di valute del FMI noto come diritti speciali di prelievo (DSP).

La Cina ha raggiunto questo obiettivo lo scorso settembre.

Le regole del gioco dicono anche che c'è bisogno di un sacco d'oro per giocare, ma all'oro non viene dato quel merito pubblico che necessita. Soprattutto l'oro non viene trattato come denaro, anche se lo è sempre stato.

I membri del club conservano l'oro solo in caso ne avessero bisogno, ciononostante lo denigrano pubblicamente e fingono che non abbia alcun ruolo nel sistema monetario internazionale. Ci si aspetta che la Cina faccia lo stesso.

Adesso la Cina non ha ufficialmente abbastanza oro per avere una "sedia al tavolo" con gli altri leader mondiali. Pensate alla politica globale come al Texas Hold'em.

Cosa si vuole in una partita di poker? Si vuole un gran numero di fiches.

L'oro serve come fiches sul tavolo finanziario mondiale. Non significa avere automaticamente un gold standard, ma che l'oro vi fornirà una voce tra i principali giocatori seduti al tavolo.

Per esempio, la Russia ha un ottavo dell'oro degli Stati Uniti. Sembra che sia una piccola porzione — ma la sua economia è solo un ottavo rispetto a quella degli USA. Quindi ha la giusta quantità d'oro in base alla dimensione della sua economia. E di recente la Russia ha aumentato gli acquisti d'oro.

La riserva d'oro statunitense al tasso di mercato è inferiore al 3% del PIL. Tal numero varia perché il prezzo dell'oro varia. Per la Russia, è circa lo stesso. Per l'Europa, è ancora più alto — oltre il 4%.

In Cina, il numero è stato ufficialmente pari allo 0.7%. Ufficiosamente, se si dà credito alla Cina, parliamo di 4,000 tonnellate e quindi arriviamo a livello degli Stati Uniti e della Russia. Ma ne vogliono di più perché l'economia cinese è ancora in crescita, anche se ad un tasso molto più basso rispetto a prima.

Ecco il problema: se si toglie il coperchio sull'oro, si termina la manipolazione dei prezzi e si lascia che l'oro trovi il suo livello, la Cina sarebbe nei guai. Non avrebbe abbastanza oro rispetto agli altri Paesi, e poiché il prezzo dell'oro schizzerebbe in alto, non ne potrebbe mai acquisire abbastanza velocemente. Tutti gli altri Paesi sarebbero a bordo, mentre i cinesi verrebbero lasciati indietro.

Quando ci sarà questo reset e quando tutti si siederanno intorno al tavolo, la Cina sarà la seconda economia più grande del mondo. Deve essere a bordo. Ecco perché lo sforzo globale è stato quello di mantenere un tetto sui prezzi dell'oro attraverso la manipolazione. Spesso dico alle persone: se fossi io a gestire la manipolazione, sarei imbarazzato perché è così ovvia a questo punto.

Il prezzo verrà soppresso finché la Cina non otterrà l'oro di cui ha bisogno. Una volta che la Cina otterrà la giusta quantità d'oro, allora il tetto al prezzo dell'oro potrà essere tolto. A quel punto, non importa dove finirà l'oro perché tutti i principali Paesi saranno sulla stessa barca. Ad oggi, però, ancora non lo sono.

Ho descritto alcuni scenari catastrofici in cui il mondo adotterà i DSP o l'oro, ma almeno per il momento gli Stati Uniti vorrebbero mantenere uno standard monetario basato sul dollaro. Nel frattempo la Cina si sente estremamente vulnerabile nei confronti del dollaro. Se svalutiamo il dollaro, sarà una perdita enorme per loro.

La Cina ha venduto di recente una parte delle proprie riserve di dollari per sostenere la propria moneta, la quale è stata sottoposta a tremende pressioni. Ma ha ancora un grande stock di dollari.

Se la Cina ha tutta carta e niente oro, e noi gonfiamo la carta, loro perdono. Ma se hanno un mix di carta ed oro ed inflazioniamo la carta, loro almeno avranno l'oro. Quindi devono raggiungere una posizione coperta.

La Cina sta dicendo: "Non siamo tranquilli a possedere tutti questi dollari a meno che non possiamo avere anche l'oro. Ma se siamo trasparenti circa l'acquisizione dell'oro, il prezzo salirà troppo in fretta. Quindi abbiamo bisogno delle potenze occidentali per mantenere un tetto sul prezzo e ad aiutarci a ottenere l'oro fino a raggiungere una posizione coperta. A quel punto forse avremo ancora un dollaro stabile."

Il punto è che c'è tanta instabilità nel sistema, tra derivati e leva finanziaria, che non avremo un lieto fine. Il sistema crollerà ed a quel punto ci sarà una corsa all'oro.

Il prezzo dell'oro salirà significativamente negli anni a venire. Ma contrariamente a quanto si legge nei blog, l'oro non salirà perché la Cina si sta confrontando con gli Stati Uniti o vuole emettere una moneta coperta dall'oro.

Salirà quando tutte le banche centrali, incluse quella cinese e statunitense, dovranno affrontare la prossima crisi globale di liquidità, peggiore di quella del 2008, ed i singoli cittadini si affanneranno per acquistare oro in modo da preservare la ricchezza in un mondo che perderà fiducia in tutte le banche centrali.

Quando ciò accadrà, l'oro fisico potrebbe non essere disponibile affatto. Il tempo per costruire la vostra riserva d'oro personale è ora.

Dobbiamo anche menzionare la Russia, la quale sta accumulando oro. E poiché la Russia e la Cina aspirano ad essere vere potenze nel campo dell'oro, non basta avere oro fisico. È inoltre fondamentale creare exchange sull'oro e mercati per una determinazione dei prezzi dell'oro e per il trading.

Attualmente il prezzo dell'oro è impostato in due posti. Uno è il mercato spot di Londra, controllato da sei grandi banche tra cui Goldman Sachs e JPMorgan. L'altro è il mercato dei futures sull'oro a New York controllato dal COMEX, il quale è governato da grandi membri, tra cui anche le maggiori banche commerciali occidentali.

Infatti le grandi banche occidentali hanno un monopolio sui prezzi dell'oro, anche se non hanno un monopolio sull'oro fisico. Ma questo fatto potrebbe cambiare.

La Russia e la Cina non solo stanno accumulando riserve fisiche, stanno costruendo sistemi di trading che consentano una determinazione dei prezzi e il trading dell'oro.

Ci vorrà un anno o più per attirare la liquidità, ma una volta che questi nuovi exchange saranno pienamente funzionali, il mercato dell'oro fisico riconquisterà il sopravvento.

Allora l'oro inizierà la sua marcia verso lo status monetario e il suo prezzo implicito di $10,000 l'oncia.

Il momento di acquistare è ora, prima che accada.

Saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


martedì 18 luglio 2017

Come funziona la FED — E perché è un problema





di Frank Shostak


Ci vengono spesso chiesti i meccanismi con cui il Federal Reserve Board influenza il livello dei tassi d'interesse negli Stati Uniti e se questi meccanismi influenzino anche il livello dell'offerta monetaria statunitense. È da tempo che si ritiene che la FED non gonfi e contragga l'offerta monetaria, ma agisca semplicemente per orientare i tassi d'interesse. Lo scopo di questo breve articolo è quello di chiarire come funziona la FED e l'impatto che hanno le sue operazioni sull'offerta di moneta.

Il mercato principale attraverso cui la FED adegua i tassi d'interesse è il mercato dei fondi federali. Ma cos'è?

Le istituzioni depositarie, come le banche commerciali, mantengono una parte del denaro che viene depositato presso di loro nelle banche Federal Reserve. Il denaro che le banche commerciali depositano presso la FED è anche etichettato come riserve.

Le banche hanno bisogno di suddette riserve per soddisfare i loro requisiti di riserva e per poter liquidare le transazioni finanziarie. Quando vengono presentati assegni ad una banca, essa deve avere i soldi per rimborsarli.

In un giorno particolare ci sono alcune banche che hanno più riserve rispetto a quelle necessarie, cioè hanno delle riserve in eccesso. Al contrario, ci sono banche che hanno troppo poche riserve, cioè hanno una carenza di riserve.

L'esistenza di eccessi e carenze di riserve tra le diverse istituzioni depositarie costituisce una piattaforma per un mercato di queste riserve, che sono anche denominate fondi federali.

Il tasso d'interesse applicato ai fondi federali è chiamato tasso dei fondi federali. Questo è il tasso applicato ai prestiti a breve termine — per lo più prestiti overnight.

Il veicolo principale che impiega la banca centrale statunitense per influenzare la quantità di denaro nell'economia, è l'acquisto e la vendita di asset. Nel quadro attuale, tuttavia, la FED non sta tentando d'influenzare direttamente l'offerta monetaria attraverso l'acquisto e la vendita di asset nel mercato aperto.

Piuttosto la banca centrale statunitense mira a portare il tasso dei fondi federali ad un livello, o target, specifico, il quale ritiene possa consentirgli di raggiungere una crescita economica stabile e non inflazionistica.

Una volta che viene impostato l'obiettivo, è ruolo del Federal Open Market Desk assicurarsi che l'obiettivo sia mantenuto su base giornaliera.

Di regola, una volta annunciato l'obiettivo, il mercato tende a portare il tasso d'interesse verso il target in attesa che la FED abbia successo nel raggiungimento del suo obiettivo.

Per riuscire a mantenere il tasso intorno al target prestabilito, l'Open Market Desk della FED sorveglia vari fattori che hanno il potenziale d'interrompere l'equilibrio tra domanda e offerta dei fondi federali.

Una volta individuati questi fattori perturbanti, gli operatori del FED li contrastano con l'acquisto o la vendita di asset sul mercato.

Molti fattori hanno un potenziale significativo per agire come principali "ostacolatori" in questo contesto.



L'attività del Ministero del Tesoro USA

Il primo di questi è l'attività del Tesoro statunitense, che ha un conto presso la Federal Reserve in cui mantiene un bilancio per pagare e ricevere diversi pagamenti governativi.

Quando, ad esempio, gli individui pagano le tasse al Tesoro USA, ciò comporta un aumento del suo conto presso la FED. Allo stesso tempo, questo riduce le riserve delle istituzioni finanziarie che hanno depositi presso la FED per l'ammontare delle somme da pagare al Tesoro USA (in quanto tale denaro viene ritirato dalle banche commerciali da parte dei contribuenti). Quindi ciò che vediamo è un calo nell'offerta dei fondi federali.

Questo calo nell'offerta delle riserve, o l'offerta dei fondi federali, ceteris paribus, infonde una pressione al rialzo sul tasso d'interesse dei fondi federali. Di conseguenza il tasso dei fondi federali sul mercato, in assenza dell'intervento della FED, tende ad aumentare al di sopra del suo obiettivo. Al fine di mantenere il tasso dei fondi federali a livello di quello previsto dalla banca centrale, quest'ultima è costretta ad agire sul mercato acquistando asset come i titoli del Tesoro USA.

Si noti che questo pagamento delle imposte provoca un calo temporaneo dell'offerta di riserve nel mercato dei fondi federali. Tale calo delle riserve non ha alcun effetto sull'offerta di denaro. Quando un contribuente paga $1,000 in tasse al Tesoro USA, i suoi soldi vengono trasferiti al Tesoro USA — non ci sono cambiamenti nell'offerta di denaro. Eppure la FED, per proteggere il suo obiettivo riguardo i tassi a fronte di denaro che lascia il mercato dei fondi federali, pompa nuova moneta.

Quindi la riscossione delle imposte da parte del Tesoro USA comporta un aumento dell'offerta di moneta, mentre la FED interviene per mantenere in piedi il target sul tasso dei fondi federali.

Al contrario, quando il Tesoro USA spende i soldi — vale a dire, diminuiscono i suoi depositi presso la FED — aumentano le riserve delle banche commerciali e pertanto aumenta l'offerta dei fondi federali. Di conseguenza, per una determinata domanda, questo infonde una pressione al ribasso sul tasso dei fondi federali.

Per evitare che il tasso di fondi federali scenda sotto il suo obiettivo, la banca centrale vende asset eliminando così i soldi dall'economia.



Cambiamenti nella domanda di moneta

Un secondo e potenziale disgregatore del target del tasso dei fondi federali, è una variazione nella domanda di denaro.

Se aumenta la domanda di denaro dei singoli individui, si riducono le riserve delle banche detenute presso la FED.

Sebbene questo di per sé non vada a modificare l'offerta di moneta (poiché il denaro lascia semplicemente le banche e finisce nelle tasche degli individui), il livello ridotto dei fondi federali sul mercato infonde, ceteris paribus, una pressione al rialzo sul target della FED riguardo il tasso d'interesse dei fondi federali.

In risposta a ciò, la FED è costretta a pompare denaro acquistando asset.

L'aumento della domanda di denaro comporta pertanto un aumento dell'offerta di moneta causato dal pompaggio monetario (ossia, acquisti di asset nel mercato aperto) da parte della banca centrale.

Al contrario, se scende la domanda di denaro da parte degli individui, ceteris paribus, la FED è costretta a prendere soldi dall'economia vendendo asset per evitare che il tasso dei fondi federali scenda al di sotto del suo target.



Attività economica forte e crisi

Una terza fonte di potenziale perturbazione del target della FED riguardo il tasso d'interesse di riferimento, è un rafforzamento dell'attività economica — ad esempio, a causa dell'impatto espansivo di una politica monetaria allentata precedente. Il rafforzamento dei prestiti bancari a seguito del boom ciclico e del conseguente aumento dei depositi a vista richiede maggiori riserve, il che a sua volta porta ad un rafforzamento della domanda di fondi federali.

In questa situazione la FED deve intervenire per impedire che il tasso dei fondi federali cresca, e lo fa con l'acquisto di asset — vale a dire, gonfiando l'offerta monetaria.

Inoltre, in tempi di crisi economica, la caccia alla liquidità da parte delle istituzioni finanziarie può infondere una forte pressione al rialzo sul tasso dei fondi federali. In questo caso, al fine di evitare che il tasso aumenti notevolmente al di sopra del suo obiettivo, la Federal Reserve avvia un significativo acquisto di asset — aumenta l'offerta dei fondi federali in linea con il forte aumento della domanda.

Tanto per ripetere, la conservazione del suo target costringe la FED ad intervenire e quindi a gonfiare l'offerta monetaria.

Si noti che una volta che viene impostato il target riguardo il tasso d'interesse, in assenza di qualche modifica nell'offerta o nella domanda di fondi federali, qualsiasi pompaggio monetario da parte della FED porterà il tasso fortemente al di sotto del suo target, ceteris paribus. In altre parole, affinché la FED aumenti l'offerta di denaro tramite il pompaggio monetario senza sconvolgere il tasso dei fondi federali, ci deve essere un innesco appropriato — ad esempio, un aumento della domanda di denaro da parte della popolazione, o un aumento delle entrate fiscali del Tesoro USA.

In entrambi i casi la FED sarebbe obbligata a pompare denaro per impedire che il tasso dei fondi federali superi il suo target.

Sembra pertanto che, nell'attuale quadro di riferimento, la FED svolga un atto di bilanciamento passivo. Aggiusta la domanda di denaro ed il pompaggio monetario non viene visto come un impegno attivo. Infatti gli stessi funzionari della FED hanno dichiarato ufficialmente nei documenti del Consiglio dei Governatori che la banca centrale statunitense non sta stampando soldi.

Quando in uno scambio con i lettori sul sito della rivista Time, il 22 dicembre 2010, venne chiesto al capo della FED — al tempo Ben Bernanke — perché la FED stesse creando dollari "dal nulla", egli rispose che la FED non stava stampando denaro.

Infatti per la maggior parte degli economisti e dei commentatori, l'aggiustamento in relazione alla domanda di denaro non è considerato come stampa di denaro ma, al contrario, un'azione necessaria per mantenere l'economia lungo un percorso di stabilità economica. Dunque si ritiene che la FED impedisca squilibri nell'offerta e nella domanda di denaro.

Si noti che seguendo questa logica il ruolo della banca centrale sarebbe sempre quello di soddisfare la domanda di denaro. In mancanza di questa operazione, verrebbe ostacolato suddetto equilibrio e si potrebbe generare una crisi economica.

La realtà è che, indipendentemente dal fatto che il pompaggio monetario sia effettuato in modo passivo (attraverso meccanismi come quelli sopra descritti) o attivo, esso rappresenta una cosa sola: l'inflazione artificiale dell'offerta di moneta da parte della banca centrale.

In questo modo si mette in moto uno scambio di nulla (denaro ex novo creato "dal nulla") per qualcosa e, di conseguenza, ciò porta alla deviazione di ricchezza da coloro che la creano a coloro che la sprecano — innescando il ciclo boom/bust.



Azzardo morale ignorato ed espansione monetaria alimentata dalle banche

È importante notare — e raramente lo si nota — che l'azione passiva della FED nel mercato dei fondi federali garantisce la disponibilità di liquidità monetaria sufficiente per impedire alle banche di andare fallite durante il processo di liquidazione (denominato anche regolamento di scambio).

Così facendo, la banca centrale agevola la continua espansione del credito da parte delle banche commerciali, il che a sua volta comporta un aumento dell'offerta di moneta.

Indipendentemente dal modo in cui si consideri la questione, quindi, senza l'esistenza della banca centrale non potrebbe avvenire un'espansione monetaria sostenuta.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


lunedì 17 luglio 2017

È molto probabile che la FED invertirà il suo piano di rialzare i tassi d'interesse

Come al solito i pianificatori monetari centrali sono ciechi di fronte alle conseguenze delle loro azioni. O per meglio dire, non possono prendere in considerazioni tutte le eventuali conseguenze delle loro azioni perché è umanamente impossibile. In virtù di ciò le conseguenze non intenzionali sono sempre dietro l'angolo quando si vuole controllare a tavolino un ambiente economico che non risponde alla volontà esclusiva di un manipolo d'individui. Con l'ennesimo rialzo dei tassi da parte della FED, sebbene non si possa effettivamente chiamare "rialzo", l'economia statunitense già debole è assai probabile che cadrà in recessione. Data l'interconnessione sistemica a livello finanziario e bancario, tra TBTF e GSIB, un declino economico da un lato dell'oceano vuol dire automaticamente un declino economico anche da questo lato. Senza contare la precarietà in cui versa l'ambiente economico europeo e la fragilità del sistema bancario europeo. Il grosso problema in Europa è che la BCE è l'unica istituzione a comprare le obbligazioni sovrane dei vari stati europei, poiché senza i suoi acquisti mensili i rendimenti schizzerebbero alle stelle per quello che è diventato ormai pattume finanziario. Domanda: se la BCE doveva interrompere, o perlomeno rallentare, il suo programma d'acquisto di bond mensile a marzo, ma non l'ha fatto e ciononostante continua a ripetere la nenia della ripresa economica imminente, cosa farà in caso di contagio da una crisi proveniente oltreoceano? Quindi la BCE sta rischiando concretamente di dover affrontare una recessione senza prima aver "rialzato" i tassi. Senza contare che anche il Giappone sarà inondato da questa marea. Come ripeto spesso, i pianificatori monetari centrali possono aggirare le leggi economiche, ma non possono violarle. Alla fine i nodi vengono al pettine e, nonostante si sia riusciti più e più volte a calciare il barattolo in precedenza contro ogni probabilità, bisogna pagare il conto.
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di Thorsten Polleit


La teoria Austriaca del ciclo economico ci dice che l'iniezione di nuovi fondi creati dal nulla mediante prestiti bancari, provoca un boom artificiale; e che il rallentamento della creazione di crediti e denaro, per non parlare di un calo dei fondi mutuabili, trasforma il boom in bust. I dati più recenti sul prestito bancario negli Stati Uniti mostrano un notevole rallentamento sin dall'autunno 2016. È questo un segnale che ci dice che sono in agguato più problemi?

Non esiste una risposta facile a questa domanda. Varie forze sono al lavoro. Per quanto riguarda il lato dell'offerta, le banche potrebbero aver ristretto i loro standard di prestito a causa dell'aumento dei tassi di fallimento, limitando l'accesso a nuovi prestiti. Le banche possono anche vendere l'esposizione creditizia ad istituti non bancari quali, ad esempio, i fondi comuni di investimento, compagnie di assicurazione ecc. Entrambi gli sviluppi verrebbero effettivamente tradotti in un calo del livello degli aggregati del prestito bancario e quindi dei loro tassi di crescita.




Lo stesso vale se e quando le banche rivalutano il loro portfolio di titoli in presenza di tassi d'interesse più alti. Secondo una contabilità "mark-to-market", un aumento dei tassi d'interesse riduce il valore attuale dei flussi finanziari provenienti da, ad esempio, obbligazioni societarie e sovrane. Se e quando questi titoli sono inclusi negli aggregati del credito bancario, il loro prezzo di mercato ridotto si mostrerebbe anche in una diminuzione del tasso di crescita di questi aggregati di prestiti.

Per quanto riguarda il lato della domanda, le società possono astenersi dall'emettere nuovo debito perché, a causa di forti guadagni, sono piene di soldi. È inoltre possibile che le società preferiscano emettere strumenti di mercato monetario piuttosto che accendere nuovi prestiti bancari. Ma ancora una volta, entrambi gli sviluppi si rifletterebbero nei tassi di crescita dei prestiti bancari.

In ogni caso, l'analisi degli sviluppi del credito bancario ci ricorda che l'economia statunitense è dipendente dall'afflusso di nuovo denaro e credito creati dal nulla. Questa è la linfa vitale che sorregge il boom che, in primo luogo, è stato messo in moto dalla politica monetaria allentata della FED. Questo approccio può essere osservato nel grafico seguente, il quale mostra il credito bancario statunitense e l'indice azionario S&P 500 sin dai primi mesi del 1990.




Da una parte, i prezzi delle azioni sono stati spinti verso l'alto grazie all'aumento della produttività e alla crescita degli utili. Dall'altra parte, l'iniezione di nuovi fondi creati dal nulla tramite prestiti bancari ha fatto salire i prezzi, compresi quelli delle azioni. E non solo. La manipolazione al ribasso del tasso d'interesse da parte della FED ha anche incoraggiato modelli di business che possono sopravvivere fintanto che i tassi di prestito rimangono bassi, o scendono ulteriormente nel tempo.

Questo perché l'emissione di nuovi fondi attraverso la creazione di credito, spinge il tasso d'interesse di mercato al di sotto del livello che avrebbe dovuto raggiungere se non ci fosse stato un aumento di denaro e credito dal nulla. La distorsione del tasso d'interesse induce le imprese ad intraprendere progetti d'investimento che non sarebbero stati intrapresi se i tassi d'interesse non fossero stati manipolati, e possono sopravvivere economicamente solo se i tassi d'interesse rimangono artificiosamente bassi.

Ludwig von Mises ha riassunto in modo succinto la lezione inevitabile da trarre dalla teoria Austriaca del ciclo economico:

Il movimento ondulatorio che colpisce il sistema economico, la ricorrenza dei periodi di boom che sono seguiti da periodi di depressione, è l'inevitabile esito dei tentativi, ripetuti di nuovo e di nuovo, di abbassare il tasso d'interesse lordo di mercato mediante l'espansione del credito.

È la FED che causa una ripetizione dei cicli boom e bust. Innesca un boom attraverso la sua politica monetaria allentata. Nel tentativo di fermare l'eccesso che ha creato, la FED ad un certo punto trasforma il boom in bust. Per combattere il bust torna ad una politica monetaria allentata. Il risultato non è solo un'economia volatile, ma anche un insostenibile accumulo di quantità sempre maggiori di debiti da parte dello stato, dei consumatori e delle imprese — rendendo il bust finale estremamente costoso.

Come se ci fosse una certa gioia nella ripetizione, la FED ha nuovamente intrapreso un ciclo di "rialzo" dei tassi, suggerendo infatti che ci sono difficoltà lungo la strada: guardando al passato, la FED ha rialzato i tassi al punto in cui ha fatto crollare l'economia alimentata da un boom indotto dal credito, provocando un grande dolore per l'economia e il sistema finanziario. È giusto però dire che nessuno sa veramente cosa accadrà questa volta.




Anche se la FED riuscirà a mantenere l'attuale boom ed a spingere i prezzi delle azioni e delle abitazioni, l'investitore avveduto dovrebbe ricordarsi che un boom sarà ad un certo punto seguito dal bust; e sarebbe davvero miope, per esempio, estrapolare le ultime performance esuberanti del mercato azionario e degli investimenti.

La teoria Austriaca del ciclo economico è questa: o il boom continua e i tassi d'interesse continuano a rimanere a livelli molto bassi, o i tassi d'interesse tornano alla normalità e il boom si trasforma in bust. Tuttavia un boom duraturo, accompagnato dal ritorno a tassi d'interesse normali, è lo scenario meno probabile. Se la FED ha imparato qualcosa dal suo passato più recente, non sarebbe sorprendente se i tassi d'interesse rimarranno più bassi per più tempo.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/